Iran, bloccata nave sullo stretto di Hormuz

Il comando centrale degli Stati Uniti afferma che la marina iraniana ha abbordato una nave nello stretto di Hormuz. La notizia per il momento non è stata confermata dall’Iran.

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La marina iraniana ha bloccato una petroliera che si trovava nello stretto di Hormuz. A confermare l’episodio è stato lo United States Central Command con un messaggio su Twitter. In questo, il comando centrale degli Stati Uniti ha comunicato che “oggi, in acque internazionali, le forze iraniane, comprese due navi e un elicottero iraniano del tipo Sea King, hanno raggiunto e abbordato una nave chiamata “Wila”. Per il momento il governo dell’Iran non ha rilasciato nessuna dichiarazione ufficiale in merito. Di sicuro quest’episodio costituisce l’ennesimo momento di tensione tra Iran e Stati Uniti. Due settimane fa, la Guida Suprema del paese, Ali Khamenei aveva rilasciato delle accuse pesantissime nei confronti degli Usa e in particolar modo del presidente Trump. 

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Iran, il discorso di Khamenei contro gli Stati Uniti

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Durante il tradizionale discorso televisivo in occasione della festa Musulmana del Sacrificio Khamenei ha infatti affermato che “i nostri nemici e gli Stati Uniti dovrebbero sapere che i loro sogni non si realizzeranno e certamente falliranno nelle loro trame. Inoltre, non saranno in grado di creare ostacoli all’Iran nel suo sostegno ai movimenti di resistenza nella regione”. Continuando nel suo intervento, il leader iraniano ha poi esortato la popolazione a non avere paura delle minacce che arrivano dagli States.

Khamenei: “nessun dialogo con gli Usa”

La Guida Suprema dell’Iran ha poi in seguito attaccato direttamente Trump definendolo “un vecchio signore al potere”, affermando che la sua nazione non ha più intenzione di intraprendere nessun tipo di dialogo diplomatico con l’America. Questo perché a suo parere “se accettiamo le loro condizioni porranno nuove condizioni. Loro vogliono che fermiamo il nostro sviluppo militare difensivo per ridurre il nostro potere regionale, poiché sono consapevoli che ci sono paesi e gruppi nella regione che sono pronti ad aiutarci a raggiungere i nostri obiettivi”.

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