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Alcuni agenti hanno prelevato Nora Younis, ex giornalista del Washington Post, con l’accusa di gestire un sito di news senza avere la licenza operativa

Nel pomeriggio di mercoledì 17 giugno, otto agenti della sezione informatica della polizia sono piombati nella sede del sito di notizie al-Manassa, al Cairo. Hanno sequestrato due computer e chiesto al caporedattore, Nora Younis, di seguirli al quartier generale della base tecnica per analizzarne i contenuti.

L’obiettivo era quello di verificare se i programmi fossero coperti da regolare licenza, ma è avvenuto anche l’arresto della Younis che è poi stata rilasciata solamente dopo un giorno ed ha avuto una multa da 10 mila sterline egiziane (550 euro).

Al-Manassa, nel 2017, era stato dichiarato fuorilegge ma ha continuato la sua attività grazie a piattaforme segrete in grado di eludere l’embargo imposto dal governo. In Egitto, infatti, le testate giornalistiche devono essere accreditate per svolgere la funzione. Questo è un modo per reprimere, in un certo senso, la libertà di stampa. In questi anni sono stati molti i siti web oscurati per posizioni anti-governative o comunque scomode.

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Chi è Nora Younis

Nora Younis, comunque, è una giornalista molto stimane che ha collaborato per molto tempo con il Washington Post. Principalmente, si è occupata dei diritti umani non rispettati nel paese durante il passaggio dal periodo pre-rivoluzionario ai giorni nostri. Nel 2008 le è stato assegnato il riconoscimento di Human Rights Defender.

Nel 2015 ha fondato Al-Manassa. Le sue continue attività hanno spinto le autorità egiziane a darle un freno. Rinchiusa nel carcere di Qanatar, a nord-ovest del Cairo, ha avuto modo di vedere molte altre attivista detenute lì per motivi simili.

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