Spostamenti tra regioni, Boccia avverte: “Dal 3 giugno, ma senza rischi”

Il ministro degli affari regionali Boccia e il presidente della Lombardia Fontana hanno parlato degli spostamenti tra regioni: si parte il 3 giugno, ma solo se l’Italia sarà a basso rischio

spostamenti tra regioni
Spostamenti tra regioni, via libera dal 3 giugno (Getty Images)

L’Italia è pronta ad una nuova fase della ripartenza post emergenza Coronavirus. Nonostante i numeri non siano ancora calati del tutto, il paese è ripartito ormai 10 giorni fa con l’allentamento del lockdown. Dal prossimo 3 giugno, via anche agli spostamenti tra regioni. Ma resta da capire tra quali.

Perché se inizialmente sembrava ci sarebbe stato il via libera in tutta Italia, negli ultimi giorni qualcosa sembra essere cambiato. Le regioni più a rischio (Lombardia e Piemonte) potrebbero dover aspettare ancora prima di poter uscire dai confini regionali. Ne hanno parlato ieri a Palazzo Lombardia il ministro degli affari regionali Boccia e Attilio Fontana.

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Spostamenti tra regioni, Boccia: “Valuteremo dati prima di dare via libera”

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Il ministro Francesco Boccia (Getty Images)

Durante l’incontro di ieri tra il ministro Boccia e il presidente della Lombardia Attilio Fontana, si è parlato degli spostamenti tra regioni e del possibile via libera dal prossimo 3 giugno. “Incontro positivo, siamo d’accordo sul fatto di non dover abbassare la guardia” spiegano i due: “Altre valutazioni tra giovedì e venerdì. Se i dati saranno a basso rischio, saranno concessi spostamenti interregionali“. L’idea è quella di capire se i numeri delle regioni più a rischio andranno di pari passo con quelle del resto d’Italia, o se sarà necessario rinviare la decisione.

L’obiettivo del governo, inoltre, è quello di aprire le frontiere anche agli stati europei già dal 3 giugno, ma la decisione diventa impossibile se non sono neppure concessi gli spostamenti tra regioni. Sui rischi legati al Coronavirus, è intervenuto anche il ministro della Salute Speranza in diretta su Sky. “C’è il rischio di una seconda ondata, è la paura più grande di tutti gli scienziati del mondo” ha sottolineato Speranza: “Posti in terapia intensiva aumentati del 115%, non possiamo farci trovare impreparati“.

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