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Coronavirus, l’allarme dell’esperto: almeno un quinto delle persone colpite trascinano avanti i sintomi per molto settimane senza una spiegazione

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Coronavirus, i sintomi durano tanto (Getty Images)

Emergenza Coronavirus, l’allarme dell’esperto: nessuno ha ancora capito chiaramente come funzionano i sintomi e per quanto duirano nel corpo. A testimoniarlo non è un paziente qualsiasi, perché Paul Garner è professore di malattie infettive alla Liverpool School of Tropical Medicine. Ma è anche stato colpito dal Covid-19 due mesi fa e ancora non è venuto fuori.

Così ha deciso di racciontare il suo rollercoaster, le sue montagne russe a contatto con la malattia sul British Medical Journal. Anche lui pensava che la teoria delle due settimane di malattia per hi è colpito in forma lieve, come la sua, fossero basate su dati scientifici certi. In realtà ha scoperto sulla sua pelle che i sintomi salgono e scendono. E il Coronavirus non sparisce.

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Paulo Dybala ha faticato ad uscire dal Coronavirus (Getty Images)

Un caso in realtà non isolato il suo. Lo ha confermato il professor Massimo Andreoni, primario di malattie infettive al policlinico dell’università di Roma Tor Vergata. Ha spiegato che almeno  il 20% dei pazienti resta positivo per 40 giorni. Concorda anche Moreno Tresoldi, primario di Medicina generale al San Raffaele di Milano e coordinatore dell’ambulatorio che segue gli ex malati di Covid. Intervistato dal quotidiano ‘La Repubblica’ spiega che “le cicatrici del virus possono restare in maniera cronica sotto forma di fibrosi nei polmoni, mancanza di forze, deficit cognitivi e depressione”.

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Covid-19, il virus si adatta bene al corpo e fatica a lasciarlo

Una resistenza inattesa anche per gli esperti perché in genere le polmoniti di originale virale, anche quelle intense, durano meno. Questo significa che il virus, una volta che entra nel corpo, per dirla con parole semplici si adatta benissimo e non ha nessuna voglia di uscire. Ecco perché ad esempio negli Stati Uniti il consiglio per tutti quelli che guariscono è aspettare comuqnue almeno dieci giori prima di riprendere a lavorare.

E in Italia? Prima di chiamarsi fuori dal contagio, lo abbiamo imparato bene, occorrono due tamponi negativi. Ma è già successo che dopo il primo test negativo, il secondo in realtà sia risultato positivo di nuovo (come sanno anche alcuni calciatori. Un esito per il quale anche gli espeetrti al momento non trovano spiegazioni. Ancora più lunga è per i ricoverati che in media deono stare dalle tre alle quattro settimane in ospedale. Riprendersi, poi, non è mai banale.

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Coronavirus e sintomi, gli esami continuano (Getty Images)

Ma il paradosso è legato ai casi più leggeri che al momento appaiono anche come quelli più lunghi. Nessuna risposta concreta, solo una serie di ipotesi che devono essere confermate dalle analisi di laboratoprio. Sullo sfondo l’estate, che potrebbe produrre maggiori contatti tra le persone. E poi la stagione autunnale, mai come oggi un’incognita vera. Ecco perché molti esperti raccomandano la vaccinazione, non obbligatoria ma certo una mossa intelligente.

 

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