Covid-19, prof. Silvestri a iNews24: “Si sta attenuando la patogenicità del virus, almeno un anno per il vaccino”

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Coronavirus (Getty Images)

Oltre 3,2 milioni di contagi nel mondo, di cui più di un milione solo negli Stati Uniti e 205.463 in Italia. 233.560 morti complessivi, con gli Usa che contano addirittura 60.876 decessi e con l’Italia che occupa la seconda posizione in questa triste graduatoria con 27.967 morti fin qui accertati. I numeri della ‘Johns Hopkins University’ sono spaventosi, mettono i brividi. Numeri che certificano tutta la potenza del Coronavirus, che continua a mietere vittime senza sosta. E che ci tiene ‘prigionieri’ in casa da quasi 2 mesi. Un’eternità, a cui non eravamo abituati.

Sono ancora tante, anzi troppe, le domande che assillano le nostre menti in queste settimane. Quesiti importanti relativi alla possibile durata di questa emergenza, alle cause che hanno portato a tutto questo e alla fine di una pandemia che ha letteralmente trasformato le nostre abitudini. E ci ha cambiato la vita. Per provare a fare un po’ di chiarezza, abbiamo contattato in esclusiva Guido Silvestri, noto patologo, immunologo, virologo, divulgatore scientifico e accademico italiano, nonché professore ordinario e capo dipartimento di Patologia all'”Università Emory” di Atlanta e direttore della Divisione di Microbiologia e Immunologia allo “Yerkes National Primate Research Center”.

Covid-19, l’analisi di Guido Silvestri

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Come si diffonde il Coronavirus nell’aria? Secondo una ricerca del MIT, le goccioline di saliva possono trasmettersi fino a 8 metri di distanza: qual è la sua idea in tal senso? Il corretto uso delle mascherine realmente ci protegge dal contagio? ​

In realtà non lo sappiamo, anche perché questi sono esperimenti molto difficili da controllare per tutte le variabili (temperatura, umidità, ventilazione, preparazione del virus, etc). Le mascherine sicuramente riducono la diffusione del virus, ma non è ancora chiaro in quali casi sono realmente necessarie“.

Continuano a calare i ricoveri in terapia intensiva: questo dato dipende dalla riduzione del numero dei contagi o è legato all’attivazione sul territorio delle terapie a domicilio?

Il motivo principale per cui ci sono meno ricoveri in terapia intensiva per COVID-19 è che ci sono meno malati e, alla fine dei conti, meno persone infettate da SARS-CoV-2. Questo a sua volta è dovuto a diversi fattori, tra cui il lockdown, la stagionalità, l’aumento dell’immunità naturale tra la popolazione, e forse un progressivo attenuarsi della patogenicità del virus“.

Cosa ne pensa della presunta correlazione tra infezione Covid nei bambini e malattia di Kawasaki?

E’ un dato da confermare, ma plausibile, considerando che in entrambi i casi c’è un coinvolgimento infiammatorio dei vasi sanguigni“.

Covid-19, Silvestri sul vaccino

Secondo una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica ‘Nature Medicine’, il 100% dei pazienti guariti da Covid-19 sviluppa gli anticorpi contro il virus. Questo ci mette definitivamente al riparo dal rischio di recidive? ​

In realtà non sappiamo né il livello né la durata temporale della protezione conferita da questi anticorpi. Ci vorranno studi longitudinali per stabilire questo“.

Quando si può ipotizzare concretamente di avere a disposizione un vaccino? A quale tipologia di vaccino si sta lavorando? In attesa che venga sperimentato e realizzato, esistono farmaci in grado di curare il Covid-19?

Ci sono molti candidati vaccini anti-COVID-19 allo studio, di cui 5 in fase clinica. Questi candidati vaccini usano una grande varietà di concetti e piattaforme sperimentali. Presumo che ci vorrà almeno un anno prima di avere un candidato scalabile per uso di massa. Nel frattempo sarà importante avere buoni farmaci antivirali, ed in questo senso ci sono datai promettenti relativi al farmaco Remdesivir“.

a cura di Giacomo Auriemma 

Vaccino
Vaccino (photo Getty Images)