Fase 2, Serie A nel caos: arriva l’ultimatum al governo

Fase 2, Serie A nel caos: nessuna certezza sulle date della possibile ripresa e rischio di perdere l’ultima tranche dei diritti tv

Juve-Milan Coppa Italia
Serie A, nessuna certezza sulla ripresa (Getty Images)

Fase 2, Serie A sempre più nel caos: le incertezze del governo e ancora di più la posizione intransigente del ministro Spadafora preoccuopano. In realtà molti club sono esasperati, perché la mancanza di date certe per la ripresa pesa come un macigno. Ancora di più per la possibile ricaduta economica. In ballo ci sono 220 milioni di euro, quelli dei diritti tv che altrimenti sfumerebbero. E per questo è furia contro il ministro.

Questa sera è arrivato anche un ultimatum. Fonti della Lega di Serie A hanno fatto sapere all’ANSA che o il campionatio riprendere entro il 14 giugno, oppure decade tutto. Anche perché le società hanno bisogno almeno di 4 settimane per preparare i loro giocatori alla ripresa. Il confronto tra i club di oggi, anche se informale, ha fatto emergere tuitte le tensioni e ele amarezze del momento. Erano solo due le richieste presentate al governo: conoscere le date per la ripartenza degli allenamenti e per il campionato. E ci sarebbe già stata un’intesa di massima che però domenica sera nessuno ha confermato.

Nel mirino finisce quindi il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, ormai considerato il nemico numero uno del calcio. Ma trova anche chi lo difende, come il presidente del Brescia, Massimo Cellino. Questa sera con una nota ufficiale il club, apertamente contro il rientro in campo, ha espresso il suo sostegno al ministro certo che saprà trovare la soluzione migliore.

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La Serie A lo attacca frontalmente, il ministro Spadafora si difende così

Serie A
Il ministro Spadafora si difende

Ma il diretto interessato come replica? Lo ha fatto questa sera con un lungo post su Facebook respingendo tutte le accuse. “Sono ridicole le affermazioni di un complotto contro la Serie A. Io mi muoverò sempre nell’ottica del rispetto delle regole, nella consapevolezza che tutto il mondo dello sport e anche il mondo del calcio vanno salvati, per ripartire tutti insieme in sicurezza”. In fondo, è il suo ragionamento, se sono stati rinviati le Olimpiadi e gli Europei di calcio anche la Serie A deve capire che il problema è più grande di lei.

Al momento il ministro non può fornire date certe perché prima c’è da valutare l’evoluzione che arriverà dopo le aperture del 4 maggio. Quindi il ragionamento va di settimana in settimana ed è impossibile guardare tanto in là. Quanto al protocollo di sicurezza presentato dalla FIGC nei giorni scorsi, servono ancora degli approfondimenti. “Se si riuscirà a perfezionare questo protocollo, gli allenamenti degli sport di squadra riprenderanno il 18 maggio, ma questo non significa necessariamente che riprenderà il campionato”.

Juventus Inter
Allianz Stadium vuoto per Juventus-Inter (Getty Images)

Infine una risposta a chi l’ha criticato per aver autorizzato gli allenamenti individuali e non quelli collettivi: “A me sembra anche assurdo chiedere il perché. Mi pare evidente che gli sport individuali impegnano un numero inferiore di persone e quindi hanno esigenze organizzative molto più semplici. Possono rispettare più facilmente le regole in confronto agli sport di squadra”.