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Dopo oltre un mese e mezzo di emergenza causa Coronavirus, il pronto soccorso dell’ospedale di Bergamo è per la prima volta vuoto 

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Dallo scoppio dell’emergenza Coronavirus, Bergamo è stata una delle città maggiormente colpite (Getty Images)

Lo scoppio dell’emergenza Coronavirus in Italia è partita dal nord del Paese. Nel giro di pochi giorni si sono formati alcuni focolai che hanno reso la situazione decisamente critica. Nell’ultimo mese e mezzo, a partire da Codogno fino ad arrivare a Bergamo, diverse località hanno dovuto intraprendere una lotta difficilissima contro il virus, che purtroppo non è ancora finita.

Dall’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, però, arrivano immagini che sono quantomeno rassicuranti. Per la prima volta dopo quasi due mesi, il pronto soccorso è vuoto. Nessuna traccia di barelle tra i corridoi, sale d’attesa con decine di persone bisognose e medici in continuo movimento tra un reparto e l’altro. Finalmente, la quiete. Gli accessi all’ospedale continuano ad esserci, ma sono ora nella norma e permettono un lavoro migliore da parte dello staff sanitario.

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Coronavirus, ospedale di Bergamo: i numeri dell’emergenza

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Per la prima volta dopo un mese e mezzo, il pronto soccorso dell’ospedale Papa Giovanni XXIII è vuoto (Getty Images)

Dopo un mese e mezzo dallo tsunami che ha travolto l’Italia e il nord in particolare, Bergamo torna a respirare. Il Coronavirus non è ancora stato sconfitto, e i numeri sono ancora troppo alti per pensare di tornare alla vita di sempre. Ma sicuramente la situazione è in miglioramento. Dal pronto soccorso dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo arrivano immagini rassicuranti, che mostrano i reparti finalmente vuoti e a norma. I numeri parlano ora di 298 ricoverati per il Coronavirus, contro i 500 raggiunti nelle scorse settimane.

Si tiene conto, nella stima, sia dei pazienti dell’ospedale Papa Giovanni XIII che di quelli ricoverati in Fiera e al presidio San Giovanni Bianco. “Finalmente possiamo tornare a respirare” dichiarano dal pronto soccorso: “Si inizia a vedere uno spiraglio di luce, il ritorno alla normalità è più vicino“.

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