Coronavirus, a Bari furbetti dei buoni spesa: “Se li rivendono”

Il Sindaco di un comune in provincia di Bari denuncia l’accaduto: alcuni beneficiari avrebbero rivenduto i buoni spesa per il Coronavirus

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Coronavirus, supermercati e gli alimentari resteranno aperti (archivio Getty)

L’emergenza sanitaria in Italia per il Coronavirus sta lentamente migliorando, ma adesso a preoccupare è anche la situazione economica del Paese. Milioni di lavoratori sono a casa senza stipendio e moltissime aziende sono state costrette e chiudere dai decreti emanati dal Governo. In attesa che arrivino i soldi della cassa integrazione e il bonus Inps agli autonomi, i Comuni devono fronteggiare il problema delle fasce più povere della società che non percepiscono redditi. Per questo il Governo ha stanziato una somma, da destinare alle singole città, sotto forma di buoni per la spesa. Dalla Puglia, però, arrivano notizie di “furbetti” che percepiscono questo beneficio, ma non lo sfruttano, bensì se lo rivendono.

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Coronavirus Bari, furbetti dei buoni spesa li rivendono. Il sindaco di Gravina: “Vanno arrestati”

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Coronavirus, arrivano i furbetti dei buoni spesa (Getty Images)

A parlare di questo problema è Alesio Valente, sindaco di Gravina in Puglia, in provincia di Bari. Il primo cittadino, tramite un video pubblicato sulla sua pagina Facebook: “Ho avuto delle segnalazioni di furbetti che invece di impiegare in beni alimentari i buoni spesa li rivendono. Vi avverto: vi mando tutti in galera“. Il sindaco del Comune pugliese aveva già cominciato 10 giorni fa, prima del decreto del presidente del consiglio Conte, a distribuire questi buoni, ma ora tali benefici verranno erogati con qualche accortezza in più. “Ho saputo – prosegue Valente – che c’è gente che si vende i buoni spesi ad un prezzo inferiore al loro valore, stiamo effettuando dei severi controlli. E’ una cosa vergognosa, chi fa questi atti deve essere denunciato e arrestato”. Da ieri, per contrastare questa pratica illegale, questi buoni sono diventati nominativi ed il beneficiario, al momento dell’acquisto della spesa, deve mostrare un documento d’identità.

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