Emergenza Coronavirus, il rosario nelle case con il megafono – VIDEO

Emergenza Coronavirus, il rosario arriva nelle case con il megafono. L’idea è di don Paolo Padrini, parroco tecnologico

Don Paolo Padrini
Don Paolo Padrini, parroco del Tortonese (Facebook)

Emergenza Coronavirus, il rosario e la messa sono proibiti a tutti ma nella zona di Tortona arrivano direttamente a casa. Merito di don Paolo Padrini, uno dei primi a sposare in tempi non sospettio la tecnologia al servizio della chiesa. Il suo ragionamento inm fondo è semplice: “Siamo stati chiamati a essere vicini alla gente. Quindi se le persone non possono venire da noi, dobbiamo andare noi da loro”.

E così don Paolo ha scelto un modo originale per far pregare i suoi parrocchiani senza farli uscire di casa. Nel pomeriggio di oggi, 28 marzo, è passato lui casa per casa recitando il rosario. In pratica si è fatto prestare la macchina da un comando della polizia locale e grazie al megafono montato sull’auto ha toccato una serie di paesi sotto la sua giurisdizione. San Sebastiano Curone, Costa Serra, Giarolo, Montacuto, Restegassi, e per ultimo Brignano Frascata.

Un’iniziativa che, complice la bella giornata di sole, è stata graditissima, tanto che erano molte le persone alle finestre, a pregare con lui. La Val Curone, come altre zone della provincia di Alessandria, è stata tra le più colpite dall’epidemia da Coronavirus. E allora per portare la parola di Dio nelle case, tutelando la salute di tutti, l’unico metodo è questo. Oltre alla messa in streaming, servizio che don Paolo è stato uno dei primi ad inaugurare. Adesso però ha anche inaugurato ill “Rosario itinerante“, come l’ha definito lui stesso, e altri parroci presto potrebbero imitarlo.

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Don Paolo, una passione tecnologica sfruttata per portare il Vangelo a tutti

Chiese vuote a causa dei limiti imposti dal Coronavirus (Getty Images)

Don Paolo Padrini, classe ’73 e originario di Novi Ligure (nell’alessandrino) è sacerdote nella Diocesi di Tortona. Coltiva da sempre la passione per la tecnologia e per i nuovi media che fa viaggiare di pari passo con la sua vocazione. Così dopo essersi specializzato in Teologia Pastorale delle Comunicazioni sociali alla Pontificia Università Lateranense, porta avanti anche altri interessi adattandoli ai parrocchiani.

Nel 2008, ad esempio, ha inventato un’App che porta la preghiera su smartphones e tablet, chiamata ‘iBreviary’. Una caratteristica che l’ha portato anche ad essere convocato in Vaticano per collaborare con il portale Pope2You.net. E non solo, perché in seguito ha fatto anche il blogger per una nota testata online. Ma soprattutto punta molto sulla sana educazione per bambini e famiglie nell’uso dei social network.

Già in passato don Paolo aveva dotato tutti i suoi parrocchiani impossibilitati a partecipare alla Messa in Chiesa di un computer. Da lì potevano seguirel e funzioni partecipando in maniera virtuale alla vita della loro comunità. E per questo, pur nell’emergenza del momento, non è rimasto spiazzato.