15enne ucciso a Napoli, l’ospedale devastato: “Scene di guerra”

15enne ucciso a Napoli, il racconto choc dall’ospedale Pellegrino devastato nella notte dei fatti. Al momento della guerriglia urbana erano presenti circa 10 agenti di Polizia.

15enne ucciso a Napoli, l’ospedale devastato

15enne ucciso a Napoli, è stato ripristinato il pronto soccorso devastato nella notte tra sabato sera e domenica mattina. Ma dalla stessa struttura sanitaria, ovvero il Policlinico di Napoli, arrivano racconti inquietanti su quanto avvenuto nello scorso fine settimana.

Catania
 (archivio Getty Images)

15enne ucciso a Napoli, la testimonianza sull’ospedale devastato

“Sembrava una guerra”, racconta Ciro Verdoliva, direttore generale della Asl Napoli. La Repubblica oggi in edicola riporta le dichiarazioni del dirigente sanitario: “Questa è una pagina nera della storia di questa città. Chiudere il pronto soccorso devastato dalla rabbia di parenti e amici del giovane è stato un atto che abbiamo subìto tutti. Hanno rotto arredi, apprecchiature elettromedicali, computer e tutto questo mentre i nostri operatori tentavano anche di medicare chi tra gli aggressori si feriva”.

Scene di guerriglia urbana e che ha segnato le vite di tanti presenti in quella stanza: “Ringrazio i nostri operatori che sono ogni giorno al lavoro. Quando sono arrivato, guardandoli negli occhi ho visto il terrore ma anche la voglia di continuare a seguire i pazienti con lo stesso impegno di sempre”.

E pensare che tutto ciò, per assurdo, è avvenuto malgrado la presenza di una decina di agenti al momento del fatto. La domanda è inevitabile: cosa sarebbe successo senza la presenza della Polizia? Verdeoliva conclude così il suo discorso: “Nei mesi scorsi in risposta a un momento di violenza esponenziale che avevamo riscontrato, abbiamo fatto molte riunioni in prefettura. Infatti ora c’è una presenza molto fitta della videosorveglianza e la notte scorsa c’erano decine e decine di poliziotti: grazie alla loro presenza non si è andati oltre”. 

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