Plastica, migliaia di tonnellate di rifiuti italiani mandati illegalmente in Malesia

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Migliaia di tonnellate di rifiuti di plastica sono stati trasportati illegalmente dall’Italia alla Malesia: l’inchiesta di Greenpeace

Plastica
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Oltre 1300 tonnellate di rifiuti di plastica sono state trasportate illegalmente dall’Italia alla Malesia. Questo dato, tra l’altro, si riferisce solo ai primi 9 mesi del 2019. A far emergere tutto ciò è un’inchiesta di Greenpeace Italia che ha affidato i suoi dossier già nelle mani delle autorità competenti. Tra i rifiuti trasportati troviamo contenitori, film, pellicole industriali e residui plastici che utilizziamo quotidianamente ma difficili da riciclare. Fino a 2 anni fa questa tipologia di rifiuti veniva spedita regolarmente in Cina poi c’è stato il bando.

Le spedizioni, secondo la normativa, dovrebbero seguire degli iter rigorosi. Il regolamento (CE) 1013 del 2006 decreta l’obbligo per i Paesi europei di spedire i propri rifiuti plastici fuori dall’Ue esclusivamente per ‘riciclo e recupero’. Gli impianti di destinazione devono avere standard ambientali e tecnici pari a quelli comunitari e la Malesia non ottempera ai requisiti. Lo smaltimento di rifiuti fuori dall’Europa inoltre non sarebbe permesso.

Plastica, lo sdegno dopo l’inchiesta di Greenpeace

“Come è possibile che aziende italiane abbiamo potuto continuare a spedire rifiuti ad aziende malesi prive delle autorizzazioni necessarie?” Giuseppe Ungherese, responsabile della campagna Inquinamento di Greenpeace, mostra tutto il proprio sdegno in merito alla questione

La gestione dei rifiuti in Italia presenta, inoltre, molte lacune perché nei container che devono trasportare i rifiuti non c’è mai nulla di quel che viene dichiarato realmente.

“Quasi sempre si tratta di rifiuti plastici elevati in quantità, ma di qualità molto bassa. I volumi del traffico merci sono decisamente alti e le difficoltà nei controlli molteplici. Chiediamo alle autorità italiane di intervenire immediatamente per mettere fine a questo traffico illecito”, spiega Renato Nitti, sostituto procuratore della Repubblica della Direzione distrettuale antimafia di Bari.

YB Ng Sze Han, del comitato esecutivo dello Stato malese di Selangor, fa eco: “La maggior parte delle volte si tratta di un miscuglio di rifiuti plastici. La parte che può essere riciclata è davvero bassa, forse il 20-30%. Tutto il resto deve essere gettato da qualche parte”.

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