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Il presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, ha parlato di quanto sta avvenendo in Libia

Sergio Mattarella, presidente della Repubblica Italiana, ha parlato dei conflitti libici in occasione dell’incontro a Doha con l’emiro del Qatar Tamim bin Hamad al-Thani. Il capo di Stato ha fatto sapere di appoggiare la linea di saggezza qatariota che a sua volta sostiene, per quel che riguarda la Libia, il governo riconosciuto di Al Sarraj. Il discorso di oggi tra le due parti ha mostrato un clima di collaborazione tra i due Paesi.

Libia, le parole di Mattarella

“Sosteniamo la legittimità del governo di al Sarraj ma dialoghiamo con tutti”, inoltre ha aggiunto che vanno “evitate presenze militari di altri Paesi”. Ed ancora: “Va assolutamente rispettato il ‘cessate il fuoco’ e bisogna evitare la presenza militare di altri Paesi. Pensare di poter risolvere con le armi è un’idea grossolana. Bisogna lavorare per restituire al popolo libico stabilità e un convivenza civile”.

L’Italia appoggia l’azione dell’Onu e di Salamé, alto rappresentante per la Libia, che non vede altra scelta se non un cessate il fuoco permanente. Queste le sue parole alla Conferenza di Berlino: “Non vi è alcuna accettazione delle truppe straniere in Libia. Non vedo la comunità internazionale disposta a inviare truppe”.

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Haftar blocca le forniture di petrolio

La National Oil Corporation, compagnia petrolifera libica, ha dovuto bloccare la produzione di petrolio dopo la chiusura di un oleodotto da parte delle milizie di Khalifa Haftar.

I pozzi e la raffineria sono gestiti sono gestiti dalla Mellitah Oil & Gas, la società in joint venture tra Noc e l’italiana Eni. Questo ci fa capire come di conseguenza siano chiusi anche i pozzi Eni. Già sabato la Noc aveva dovuto bloccare la produzione di petrolio in cinque terminal petroliferi dell’Est sempre per ordine di Haftar.

L’ingegnere Mustafa Senalla, amministratore delegato della Noc, ha inviato un appello ai governi di Stati Uniti, Italia, Germania, Gran Bretagna e alle Nazioni Unite per spiegare che il blocco imposto dalle “Petroleum Facilities Guards affiliate con Khalifa Haftar ha costretto alla chiusura di una stazione di pompaggio nella Libia Occidentale. Tutta la produzione libica on-shore (terrestre) a questo punto verrà bloccata, anche dopo la chiusura dei terminal di carico effettuata ieri. Questo taglierà di 800 mila barili di petrolio al giorno la nostra produzione”.  Si legge su La Repubblica.

Generale Haftar
Libia, Haftar (Foto: Getty)