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Le indagini della Guardia di Finanza sui furbetti del reddito di cittadinanza mette in luce i parassiti dello Stato: ecco i casi più eclatanti

Spacciatori, contrabbandieri, gente con villa e con piscina. La Guardia di Finanza sta scoprendo una serie di delinquenti che, pur essendo ricchissimi, non perdono occasione per rubare anche il reddito di cittadinanza allo Stato. La manovra assistenziale pensata e realizzata dal Movimento 5 Stelle doveva essere un aiuto per chi non riesce ad arrivare a fine mese. Un’iniziativa anche lodevole su carta, ma se non fossimo circondati da gente senza scrupoli. Invece ci si ritrova ad avere sì persone che stanno beneficiando del reddito minimo garantito, ma anche altre che come sempre se ne approfittano e vivono sulle spalle di tutte le persone oneste. Lo riporta un reportage del Corriere della Sera piuttosto interessante.

A Palermo, ad esempio, si è scoperto un contrabbandiere di sigarette, originario di Trapani, che aveva un’attività piuttosto redditizia, ma non si faceva mancare neppure il reddito di cittadinanza. A Napoli invece hanno beccato uno spacciatore. Nel cruscotto della macchina aveva un chilo e mezzo di marijuana e due etti di hashish. Sul conto in banca, invece, il bonifico periodico dello Stato. Senza vergogna, come un uomo che lavorava in nero al mercato di Erba, in provincia di Como, reparto ortofrutta. Stipendio garantito a fine mese, il reddito per integrarlo e togliersi qualche sfizio. In Italia purtroppo è questo il problema, per citare Eduardo: il presepe sarebbe anche bello, sono i pastori che proprio non vanno.

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Truffe reddito di cittadinanza: tra falsi invalidi e la villa con piscina

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Reddito di cittadinanza (Getty Images)

Un paese di santi, poeti e truffatori, altroché. Non può mancare il falso invalido e c’è perfino l’aspirante scrittore, che si propone per il suo “stile accattivante” e intanto si gode un bell’otium letterario a spese dello Stato. E dire che sono ancora pochi, quelli scoperti a truffare tutti noi per il reddito di cittadinanza. Secondo le prime stime, fino a fine giugno (primi 2 mesi di RDC) ne hanno beccati 300 con 185 accertati, ma per il momento quelli scoperti non erano oggetto di indagine per il Reddito: la loro truffa è venuta fuori dopo che erano stati incriminati per altro. In gergo si chiama “pesca a strascico”. Chissà quanti ne verranno fuori quando verranno fatti controlli mirati.

Nulla da dire su quella che è una misura assistenziale che a tante persone serviva come il pane, forse ci sarebbe da eccepire sul progetto navigator e sul lavoro che non si trova, ma niente che abbia a che vedere con i parassiti, quelli che “fatta la legge, trovato l’inganno”. Come a Bergamo, dove il sussidio veniva percepito anche da persone già morte da mesi, o quel furbetto 70enne che aveva un hotel a Rimini ma prendeva anche il reddito di cittadinanza. Il caso più eclatante è a Ficarazzi, vicino a Palermo. Arrestati alcuni mafiosi che avevano ville con piscina e arredamenti in Gomorra-style, ma a fine mese raccoglievano anche il sussidio. Senza vergogna, appunto.

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