Caso Donzelli: oggi le audizioni del Giurì d’onore per le sue parole sui parlamentari del Pd

Orlando: "Visitare i detenuti è necessario per migliorare le condizioni nelle carceri".

Giovanni Donzelli - Foto di Ansa Foto
Giovanni Donzelli – Foto di Ansa Foto

Saranno secretate le audizioni che si stanno svolgendo alla Camera di fronte al giurì d’onore sul caso Donzelli.

Alle 16.30 di oggi, mercoledì 22 febbraio, è prevista quella di Donzelli, ma l’esito arriverà non prima del 24 febbraio, data in cui la Cassazione deciderà se revocare o meno il carcere duro all’anarchico Alfredo Cospito.

Il giurì d’onore ha lo scopo di valutare se Giovanni Donzelli abbia leso l’onorabilità dei tre parlamentari Debora Serracchiani, Andrea Orlando e Silvio Lai durante il suo discorso alla Camera delle scorse settimane. È stato richiesto dai tre deputati e dal senatore Walter Verini dopo le dichiarazioni in Aula del vicepresidente del Copasir sulla visita in carcere a Cospito da parte di Lai, Serracchiani e Orlando.

Donzelli: “Rifarei quello che ho fatto”

Come sempre sono fiducioso nelle istituzioni. Non commento per non alzare i toni ma sicuramente ad oggi rifarei quello che ho fatto,”, ha dichiarato Giovanni Donzelli.

Serracchiani e Lai sono stati i primi ad essere ascoltati, ma non hanno rilasciato dichiarazioni: “Mi aspetto che si faccia chiarezza sulle dichiarazioni che hanno portato a questo Giurì”. Non ha però dichiarato quanto detto all’audizione: “Si tratta di atti riservati e io rispetto sempre la riservatezza”. 

La stessa risposta è arrivata da Lai: “La procedura è riservata e io mi attengo a questi criteri”. 

Orlando: “Visitare i detenuti serve a migliorare la situazione delle carceri”

Spero di essere riuscito a spiegare quello che volevo spiegare, di essere riuscito a chiarire sia sul fronte della lesione dell’onorabilità delle singole persone, sia per quanto riguarda la difesa dell’istituto delle visite in carcere dei detenuti da parte dei parlamentari. Perché se andare a fare una visita ai detenuti in carcere fosse la causa della lesione dell’onorabilità dei parlamentari, e mi auguro che questo non avvenga, sarebbe un vulnus anche all’istituto stesso che nel corso degli anni ha portato a risultati positivi”. 

Così, Andrea Orlando, che ha aggiunto: “Il prossimo parlamentare al quale venisse in mente di andare a fare una visita in carcere, infatti di penserebbe due volte prima di farlo, qualunque sia la situazione. E invece penso che, al di là della nostra situazione specifica, difendere questa pratica sia difendere una molla che ha costituito nel corso degli anni uno stimolo a migliorare la situazione degli istituti di pena e lo dico anche da ex ministro alla Giustizia, che spesso si è mosso sulla base del fatto che alcuni parlamentari di tutte le forze politiche mi segnalavano che c’erano situazioni di difficoltà che si registravano nelle carceri italiane”.