Pensioni, la protesta dei sindacati: cosa prevede la manovra economica

Gli azzurri avrebbero voluto portare la pensione minima a 1000 euro, ma mancano le coperture.

Protesta sindacati contro manovra (archivio) - Foto di Ansa Foto
Protesta sindacati contro manovra (archivio) – Foto di Ansa Foto

Il nodo più difficile da sciogliere sulla manovra è quello delle pensioni. Mentre entra nel vivo la discussione che dovrà essere approvata entro la fine dell’anno per evitare l’esercizio provvisorio, la giornata di oggi, venerdì 16 dicembre, si apre con una serie di manifestazioni dei sindacati, che scenderanno in piazza per protestare contro le norme sul lavoro.

11 Regioni sono interessate alle proteste che colpiranno tutti i settori, dai trasporti alla sanità, alle banche. Sono il Trentino Alto Adige, la Basilicata, la Campania, l’Emilia Romagna, il Friuli Venezia Giulia, la Liguria, la Lombardia, il Molise, la Sardegna, la Toscana e il Lazio.

Cosa chiedono i sindacati

I sindacati chiedono di aumentare i salari detassando gli aumenti dei contratti nazionali, portando la decontribuzione al 5% per i salari fino a 35mila euro. Di dare tutele a tutte le forme di lavoro, assegnando ai Ccnl un valore generale, sancendo anche il salario minimo e diritti normativi universali. Di eliminare le forme di lavoro precario per un contratto unico di inserimento al lavoro con un contenuto formativo.

Una riforma fiscale che rispetti il principio della progressività, la tassazione degli extraprofitti che generi risorse per un contributo straordinario di solidarietà. La rivalutazione delle pensioni, risorse per istruzione e sanità; la cancellazione della legge Fornero con l’uscita flessibile dal lavoro a partire dai 62 anni, il riconoscimento della gravosità dei lavori. La pensione di garanzia per i giovani e per chi ha carriere discontinue e “povere”. Il riconoscimento del lavoro di cura, delle differenze di genere, l’uscita con 41 anni di contributi.

Ma cosa prevede la manovra sul fronte delle pensioni e dei salari?

Pensione minima a 600 euro

Anche se la Commissione europea ha approvato la manovra economica del governo Meloni, ha espresso alcune criticità sulle pensioni. I dubbi riguardano in particolare la spesa, considerata troppo costosa, e il fatto che sia stato prorogato il sistema pensionistico precedente, ma aumentando le soglie di età.

Durante l‘iter verso l’approvazione sembra non passare l’emendamento che innalzerebbe a cinque volte la soglia di rivalutazione al 100% legata all’inflazione e su Quota 103. 

Pensioni: la proposta di Forza Italia

La rivalutazione prevede l’innalzamento delle pensioni minime del 120% dell’inflazione. Si tratta di passare da 525 euro nel 2022 a 570 euro nel 2023 e 580 euro nel 2024. Pare invece che passerà la richiesta di Forza Italia di alzare le pensioni minime a 600 euro solo per gli over 75. Gli azzurri avrebbero voluto portare la pensione minima a 1000 euro, ma mancano le coperture. Anche la soglia di 600 euro è in attesa della valutazione del Mef.

Forza Italia chiede anche di costituire un fondo di 500 milioni per l’indicizzazione delle pensioni minime a partire dal 2023.

Opzione donna

Per Opzione Donna sarebbero confermati i requisiti, togliendo però la variabile dei figli. Si prevede l’uscita dal lavoro a 60 anni per caregiver, licenziate e donne con invalidità civile dal 74% in poi. In alternativa si potrebbe arrivare alla proroga secca dell’attuale Opzione donna, in attesa della revisione completa del sistema pensionistico che il governo ha intenzione di mettere in campo nel corso della legislatura.