Obbligo Pos, pensioni e Superbonus, oggi la riunione di maggioranza: cosa cambierà nella manovra

I tempi per l'approvazione stringono e l'obiettivo del governo è evitare l'esercizio provvisorio. Oggi la riunione con i ministri Ciriani e Giorgetti.

Giorgia Meloni - Foto di Ansa Foto
Giorgia Meloni – Foto di Ansa Foto

Si attende il ritorno della premier Giorgia Meloni da Bruxelles per trovare un accordo sugli emendamenti da votare in Commissione bilancio alla Camera. Oggi, venerdì 16 dicembre, è prevista una riunione di maggioranza alle 16 alla Camera alla quale parteciperanno i capigruppo della coalizione di governo, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani e dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

Sul tavolo, gli emendamenti super-segnalati, ovvero quelli che sicuramente saranno approvati.

Il testo del documento è atteso in Aula a Montecitorio martedì 20 dicembre, e la maggioranza punta all’ok della Camera prima di Natale. Il 28 dicembre è la data designata per il passaggio in Senato. Insomma, i tempi stringono per evitare l’esercizio provvisorio.

Gli emendamenti principali riguardano le pensioni, il tetto al contante, l’obbligo del Pos, il Superbonus, partite Iva e Flat tax, il Bonus Cultura e il cuneo fiscale.

Tetto al contante

Sul tetto al contate la Commissione ha dato parere negativo, perché non avvicinerebbe l’Italia all’obiettivo della lotta all’evasione fiscale.

Tuttavia nelle scorse settimane l’Europa ha stabilito un tetto comunitario di 10mila euro e nella manovra italiana è previsto un tetto al contante di 5mila euro. Per questa ragione la misura contenuta nell’attuale bozza potrebbe restare invariata.

Obbligo del Pos

Da questo punto di vista il governo sta cercando di andare incontro alle opposizioni e anche a Bruxelles. Una possibile negoziazione tra tutte le parti è scendere la soglia per i pagamento con Pos senza sanzioni per gli esercenti a un massimo di 30 euro.

Inizialmente la somma massima era 60, per poi scendere a 40, come aveva spiegato Giorgio Mulè.

Pensione minime a 600 euro

Pare che l’emendamento per innalzare a cinque volte la soglia di rivalutazione al 100% legata all’inflazione e su Quota 103 non passerà.

Pare invece che passerà la richiesta di Forza Italia di alzare le pensioni minime a 600 euro solo per gli over 75. Per Opzione Donna sarebbero confermati i requisiti, togliendo però la variabile dei figli.

Partite Iva e Flat tax fino a 85mila euro

La Flat tax sale da 65mila a 85mila euro, anche se il governo ha intenzione di arrivare, nel corso della legislatura, a 100mila euro.

Per quanto riguarda le partite Iva invece, la manovra introduce una Flat tax incrementale al 15% con una franchigia del 5% e tetto massimo di 40mila euro.

Reddito di cittadinanza

Il reddito di cittadinanza per chi è abile al lavoro durerà solo per altri otto mesi. Nel 2024 verrà cancellato per fare spazio a un nuovo sussidio. La misura permetterà un risparmio di 734 milioni di euro.

18App, il Bonus Cultura

Introdotto dal governo Renzi, è stato prorogato di anno in anno fino a diventare strutturale durante l’esecutivo Draghi, 18App, meglio conosciuto come Bonus Cultura subirà ora una modifica sostanziale. Non sarà più indirizzato a tutti i neo maggiorenni, ma sarà legato all’Isee.

Cuneo fiscale

Il taglio al costo del lavoro rimane di tre punti: due per i lavoratori e uno per le aziende, fino a 20mila euro. Si riduce a due punti percentuali fino a 35mila euro. Per il Sud è previsto un pacchetto di un miliardo, compresi i fondi per le Zes.

Superbonus

Dopo il rischio che saltasse, torna la miniproroga al  31 dicembre per presentare la Cilas ed ottenere il Superbonus 110%. La questione dei crediti di imposta maturati è stata risolta con la possibilità che le cessioni a banche e assicurazioni passino da due a tre con un emendamento del governo depositato al Senato.