“Fu un dolore enorme”, retroscena sull’addio a Napoli: parla la protagonista di Un Posto al Sole

Un doloroso addio a Napoli, ma necessario. Una delle protagoniste di Un Posto al Sole racconta della sua napoletanità

Non tutti gli attori della soap opera partenopea sono nati alle pendici del Vesuvio, anzi, molti di loro si definiscono ‘napoletani d’adozione’ per il lungo vissuto a Napoli grazie al loro lavoro. Una delle protagoniste indiscusse racconta della sua appartenenza.

Un Posto al Sole
Un Posto al Sole (Foto: Facebook)

Dopo 26 anni di trasmissione, è ovvio per i protagonisti che non mancano una puntata da allora affezionarsi alla città. Non tutti, infatti, sono nati a Napoli, ma molti si sentono napoletani d’adozione, esattamente come Nina Soldano -Marina Giordano nella soap- che si è raccontata in una lunga intervista al Corriere del Mezzogiorno: “Non ci volevo venire all’inizio, pensavo che fosse lontana… All’epoca non esisteva l’Alta velocità, andare avanti e indietro mi spaventava. Il personaggio di Marina non dovevo interpretarlo io ma poi, grazie al no di un’altra attrice, scelsero me. E lo modificarono: doveva avere dieci anni di più, ma lo riscrissero per me. È stata la mia fortuna. Dovevo fare Marina per otto mesi, ora sono vent’anni”.

Dopo vent’anni, Napoli la sente dentro di sé: “Sono napoletana d’adozione, amo alla follia questa città. Quando iniziai a girare Un posto al sole nel 2002 mi stabilii in un appartamento a Mergellina, di fronte alla stazione del Corso. Prendevo la metro per andare alla Rai e quando rientravo, mi accorgevo di essere arrivata dal profumo del mare. Ho vissuto anni stupendi, mi ero creata il mio piccolo mondo con il parrucchiere, il panettiere, il fruttivendolo. Non avevo legami, solo la mia yorkshire Movie: decisi di andarmene quando lei passò a miglior vita. Per me fu un dolore enorme”.

Un Posto al Sole, Nina Soldano e il rapporto con Marina Giordano

marina
Marina Giordano di Un Posto al Sole (web source)

Nina Soldano deve tanto al suo personaggio, come lei stessa ha raccontato al Corriere del Mezzogiorno: “Grazie a lei sono cresciuta artisticamente. È vero che vengo da 40 anni di carriera, dall’82 ho fatto fiction e qualche cameo al cinema, però gli step forti e fondamentali per l’espressività e la recitazione li ho vissuti qui, attraverso Marina sono entrata in vari labirinti, spaziato dalla doppia personalità all’alcolismo, dall’imprenditrice affamata di potere alla mamma e nonna amorevole. È un personaggio complesso in cui entro totalmente”.

Per fortuna, a differenza di tanti colleghi, riesce a distaccarsi da Marina Giordano: “C’è stato chi affermava che ormai il suo personaggio camminava con lui, e chi se lo portava pure a casa… Ma no. Nella fiction io racconto un fumetto scritto dagli sceneggiatori, uso parole che non sono le mie ma quando esco dal set entro nel mio mondo”.