L’economia italiana cresce più del previsto: ecco perché

Incentivi e investimenti in tecnologia, hanno aiutato i produttori italiani a diventare più forti ed efficienti sul mercato globale. Di conseguenza si è verificata una spinta all'export. 

Acquisti (generica) - Pexels.com
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L’economia italiana, nonostante le previsioni negative, continua a crescere. Ad aprile il World Economic Outlook del Fondo monetario internazionale aveva previsto una crescita del 2,3% per quest’anno, tagliando la previsione di gennaio che era stata del 3,8%.

I pronostici erano stati fatti tenendo conto della guerra in Ucraina, che era destinata a sconvolgere il mercato delle materie prime e a provocare l’inflazione.

Invece l’Italia crescerà proprio come l’Fmi aveva previsto a gennaio, dal 3,7 al 3,8%: per la prima volta da molti anni più o meno quanto la Cina. Ma cosa sta succedendo? Un’analisi del Corriere della Sera cerca di capire se si sia trattato solo di fortuna o dell’effetto delle riaperture dopo il biennio del Covid, oppure se l’Italia sta effettivamente crescendo dopo anni di stagnazione.

L’Italia è cresciuta dello 0,5% più di Germania, Francia e Spagna. Le variazioni dell’export dalla fine del 2019 alla fine del 2022 registrano la Germania al +0,9%, la Francia al +2,5%, Spagna del 7,3% e l’Italia dell’8,8%.

Cosa è successo all’industria italiana

Il Corriere della Sera parla di selezione darwiniana. Significa che è come se le imprese del made in Italy, uscite dalla recessione e dalla crisi dell’euro e delle banche, fossero rimaste in piedi secondo la legge della sopravvivenza del più forte, perché meglio gestite e più capaci di adattarsi.

Uno dei motivi potrebbe essere collegato al fatto che le retribuzioni crescono così poco che stiamo recuperando la competitività di costo persa sui prodotti. Ma intanto molti faticano ad arrivare alla fine del mese.

Sempre secondo il Corriere, il capitale delle imprese è più solito e le industrie italiane sono le meno indebitate al mondo dopo il Covid.

La crescita delle aziende, o meglio, la loro sopravvivenza è dovuto anche al fatto che nel 2022 lo Stato ha compensato in parte le imprese per i costi del gas. I depositi liquidi delle industrie sono cresciuti di oltre 100 miliardi. Secondo la Banca d’Italia molte hanno un tesoretto di oltre 420 miliardi. E per la prima volta da oltre un decennio, spiega il Corriere, il credito bancario è disponibile per chi vuole investire.

L’export

Incentivi e investimenti in tecnologia, hanno aiutato i produttori italiani a diventare più forti ed efficienti sul mercato globale. Di conseguenza si è verificata una spinta all’export.

A crescere maggiormente in questo senso sono le imprese manifatturiere, ma rappresentano una parte troppo piccola dell’economia per trainarla tutta.