“Schifezza rimane schifezza”, critica alla TV di oggi: lui è uno che la storia l’ha fatta

Chi la storia della TV italiana l’ha fatta non è soddisfatto di quello che adesso viene trasmesso e lo dice a gran voce

Un mix di comicità e tanto studio, uno di coloro che ha fatto -e continua a fare- la storia della TV italiana commenta ciò che oggi si vede facendo zapping. Soddisfatto? Per niente, anzi, piovono critiche!

TV 29102022 inews24.it
(@Pixabay)

In un’intervista a Oggi, Nino Frassica è stato intervistato per ripercorrere le tappe della sua lunga carriera. Ad oggi è possibile affermare a gran voce che il comico ha studiato un sacco per poter fare la storia della TV italiana e lo si evince dalle magnifiche ospitate che lo vedono protagonista, in cui lascia tutti incantati davanti allo schermo. Come se non bastasse, da 13 anni è uno dei protagonisti di Don Matteo, superando anche Terence Hill su cui sarebbe dovuta essere incentrata l’intera fiction.

Lungo l’intervista, poi, l’attore e comico è stato incalzato sulla TV attuale e sulle tante trasmissioni che oggi sono in onda. Quella di oggi è indubbiamente diversa dal passato, per una serie di motivazioni, ma in meglio o peggio? Nino Frassica non ha dubbi: “È tanta e si fa in fretta. Meno studio e più improvvisazione. Ma l’improvvisazione è per chi ha il senso della comicità. In tv non basta fare pernacchie, quello è casino. Schifezza rimane schifezza”.

Nino Frassica, 71 anni e un sogno: diventare una maschera

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Nino Frassica (Foto facebook)

In un 71 anni, di cui la maggior parte dedicati alla carriera, Nino Frassica ha dato molto alla TV italiana, ciononostante conserva ancora un sogno: diventare una maschera. Al settimanale Oggi ha rivelato: “È diverso dall’essere un attore sia pure bravo o bravissimo. Totò, Benigni, Troisi… maschere. Se dovessi definirmi direi ‘umorista’”. Nel frattempo, però, l’attore si è dedicato alla scrittura di un romanzo, il suo primo, che uscirà a novembre: “Dentro c’è tutto quello che penso e stavolta non ho dovuto fare i conti con nessun regista, funzionario, produttore”.

Sul suo prossimo romanzo, dal titolo “Paola. Una storia vera”, ha svelato qualche aneddoto: “L’ho scritto in quattro mesi. Non pensavo ad altro, mi ero innamorato. Per fortuna ho trovato il finale giusto, altrimenti erano 6mila pagine”.