Energia, c’è l’accordo Ue su price cap e acquisti comuni di gas

Il modello approvato è quello spagnolo, che è sostenuto dalla Francia ma non dalla Germania, e potrebbe aprire la strada ad un nuovo Sure sull'energia.

Ursula von der Leyen - Foto di Ansa Foto
Ursula von der Leyen – Foto di Ansa Foto

Acquisti comuni del gas, price cap e forse un nuovo Sure. Dopo quasi dodici ore di trattative è arrivato l’accordo europeo sull’energia, che andrà incontro a tutti i Ventisette.

La Commissione ha formalmente ricevuto mandato di costruire una piattaforma aggregata per negoziare gli acquisti di gas. Ogni Paese potrà decidere se partecipare o no, ma è obbligatorio per il 15% del volume totale degli stoccaggi europei.

La Commissione potrà quindi adottare “decisioni concrete” sul price cap al Ttf di Amsterdam, ma a condizione che sia temporaneo e che non metta a rischio le forniture. I leader hanno dato mandato alla Commissione e ai ministri dell’Energia anche di fare “un’analisi dei costi e benefici sulla misura”. 

Il modello approvato è quello spagnolo, che è sostenuto dalla Francia ma non dalla Germania, e potrebbe aprire la strada ad un nuovo Sure sull’energia. Tra le misure c’è anche la “mobilitazione di rilevanti strumenti a livello nazionale e Ue” per “preservare la competitività globale dell’Europa per mantenere il level playing field e l’integrità del mercato unico”. 

Le posizioni dei Paesi

Secondo Olanda e Germania ci non sarà bisogno di un nuovo debito comune, perché i soldi in cassa bastano. Emmanuel Macron invece, ritiene che le opzioni siano uno Sure 2 oppure utilizzare i prestiti ancora disponibili nel RePowerUe di circa 200 miliardi.

Il prossimo 18 novembre è previsto un altro Consiglio Energia straordinario. “Abbiamo chiesto alla Commissione di agire in maniera molto urgente nelle prossime settimane. La prossima settimana si terrà un Consiglio Energia che ci permetterà di progredire e ci sarà il lavoro della Commissione che ora ha ricevuto un sostegno su tutte le proposte che ha fatto. Le prossime due-tre settimane permetteranno alla Commissione di produrre chiaramente questo meccanismo. A fine ottobre inizio novembre potremo averlo all’opera”. 

40 miliardi non basteranno

Molti Paesi hanno chiesto maggiore impegno da parte dell’Ue anche per evitare la frammentazione del mercato unico e aiutare imprese e famiglie. Sul tavolo ci sono 40 miliardi di euro rimasti utilizzati dal bilancio 2014-2020, un quinto stanziato dalla sola Germania. Probabilmente non basteranno e potrebbe presentarsi la necessità di aprire un nuovo debito comune.