Svolta per le lavoratrici in maternità: finalmente si può richiedere!

Arriva finalmente una buona notizia per le donne incinte che lavorano e che devono prendersi il meritato periodo di maternità

Uno dei grandi crucci per le donne lavoratrici in Italia riguarda il cosiddetto congedo temporaneo per maternità. Ovvero quando la dipendente in questione resta incinta e ha bisogno di alcuni mesi di pausa prima, durante e dopo la nascita del piccolo.

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Congedo per maternità (Pixabay)

Purtroppo al giorno d’oggi ancora fioccano le cause legali ed i reclami da parte delle lavoratrici, alle quali i datori di lavoro o non hanno concesso i tempi ideali per la maternità, oppure vengono minacciate di licenziamento in caso di congedo.

Sperando che vi sia maggiore consapevolezza e soprattutto sensibilità sul tema, arriva una buona novità proprio per tutte le donne, coloro che intendono portare avanti la propria gravidanza senza il rischio di rovinare o mettere in pericolo il loro posto di lavoro.

In arrivo la maternità flessibile, un aiuto per le lavoratrici incinte: come e quando richiederla

Di solito la maternità sul luogo di lavoro viene considerata con la formula standard 2+3. Vale a dire che la donna incinta va in congedo a due mesi dalla data prestabilita del parto e resta in maternità a casa nei tre mesi successivi alla nascita del figlio.

Ma spunta l’alternativa che potrebbe far comodo alle future mamme. Ovvero la maternità flessibile. Vale a dire l’opzione di andare in congedo dal lavoro ad un mese dal prossimo parto e rimanere con il neonato fino a 4 mesi dopo la sua nascita.

madre e figlio
Madre e figlio (Pixabay)

Come richiedere la maternità flessibile? La lavoratrice che intende sfruttare questa opzione alternativa deve presentare la domanda al proprio datore di lavoro e all’ente erogatore dell’indennità di maternità (INPS o altra cassa previdenziale), corredata dalle certificazioni sanitarie necessarie acquisite nel corso del 7° mese di gravidanza.

Inoltre la futura mamma deve indicare nelle domande di congedo di maternità la possibilità di esercitare la flessibilità, indicando anche i giorni di flessibilità di cui vuole fruire, e verificando, in fase istruttoria, che la documentazione sanitaria sia conforme a quanto previsto dalla legge, dunque espressa come già detto al settimo mese di gravidanza.

Occhio a rispettare i tempi: le certificazioni sanitarie che non siano state redatte nel corso del 7° mese di gravidanza non permettono di proseguire il lavoro per i giorni dell’8° mese successivi alla data di rilascio delle attestazioni, e quindi la domanda di maternità flessibile viene respinta. In questa ipotesi, scatta il periodo di maternità secondo le modalità ordinarie, e cioè 2 mesi prima della data presunta del parto e 3 mesi dopo la data effettiva.