Un maxi-giro di usura che prevedeva tassi di interesse del 200 percento sulla somma originaria. È quanto scoperto dai carabinieri di Limbiate, in provincia di Monza-Brianza. I prestiti venivano effettuati a beneficio di persone con difficoltà economiche. Salvo poi richiedere, sulla somma prestata, interessi da capogiro. Per tale motivo, i carabinieri hanno arrestato 5 persone dopo una lunga indagine cominciata nel 2019. Fondamentale la testimonianza di una delle vittime, un piccolo imprenditore di Bollate.

Prestiti con interessi del 200 percento a Limbiate

Le indagini dei carabinieri sono iniziate nel 2019, a seguito di una perquisizione in un appartamento di Limbiate abitato da alcune famiglie di origine libica. All’arrivo dei militari dell’Arma, dai balconi cominciarono a volare forti somme di contanti e alcuni orologi Rolex. Un tentativo, piuttosto maldestro, di sbarazzarsi degli oggetti e dei contanti che potevano compromettere gli indagati. Durante la perquisizione erano stati trovati 50mila euro, assegni bancari post datati per circa 5mila euro, gioielli oltre a orologi di marche come Rolex, Tag Heuer, Janvier. Per un valore complessivo di circa 30mila euro. Frutto, secondo gli inquirenti, dei proventi illeciti acquisiti con l’usura.

Prestiti con interessi del 200 percento: una decina almeno le vittime

Le indagini hanno così permesso di identificare almeno una decina di vittime di usura. Tutte collegate fra loro e riconducibili agli stessi strozzini. A rivolgersi agli strozzini infatti erano persone che avevano accumulato debiti per problemi personali, per questioni di tossicodipendenza o ancora per difficoltà lavorative. A denunciare si è presentato un piccolo imprenditore, caduto in pesanti difficoltà economiche a causa della dipendenza da cocaina e da una separazione. E un 58enne di Bollate che nell’estate del 2021 aveva visto le ritorsioni del clan arrivare a coinvolgere anche la moglie.

L’uomo avrebbe ricevuto nel mese di dicembre 2020 un finanziamento di 40mila euro a fronte di una restituzione di 90mila euro in rate mensili da 2mila euro. Nel tunnel senza fine dell’usura sarebbe finito anche un giovane 22enne che aveva raccontato il suo incubo di 7 anni prima. Per un prestito di 700 euro era stato costretto a contrarne altri con soggetti diversi per poter pagare le rate. “Ancora una volta decisiva è stata la denuncia da parte delle vittime, punto di partenza per l’avvio delle indagini da parte dei carabinieri” concludono in una nota i carabinieri.