Parlamento, dai gruppi alle commissioni: tutti i prossimi passi per la formazione del nuovo governo

Domani, martedì 18 ottobre, si riuniranno le assemblee dei gruppi per scegliere i propri capigruppo. L'appuntamento per la nomina è previsto per le 15. 

Parlamento (generica) - Foto di Ansa Foto
Parlamento (generica) – Foto di Ansa Foto

Quella cominciata oggi è una settimana cruciale per la nascita del nuovo governo. Dopo l’elezione dei presidenti di Camera e Senato (Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa), entro oggi i deputati dovranno comunicare al segretario generale di Montecitorio a quale gruppo intendono iscriversi.

Domani, martedì 18 ottobre, si riuniranno le assemblee dei gruppi per scegliere i propri capigruppo. L’appuntamento per la nomina è previsto per le 15.

La Camera

Mercoledì 19 ottobre invece, dovrebbe partire la convocazione delle consultazioni. La Camera è convocata per mercoledì 19 ottobre alle 15 per procedere al completamento dell’Ufficio di presidenza, cioè quando i deputati saranno chiamati e eleggere i vicepresidenti, i questori e i segretari. Si dovranno scegliere quattro vicepresidenti, tre deputati questori e almeno otto deputati segretari.

Il Senato

Per quanto riguarda il Senato, è stata prorogata di un giorno l’indicazione degli eletti al gruppo a cui intendono iscriversi. Il regolamento prevede che la comunicazione debba pervenire entro tre giorni dall’elezione del nuovo presidente, ma in questo caso il tempo sarebbe scaduto domenica.

I senatori che non forniranno indicazioni sul gruppo, saranno assegnati al gruppo Misto. L’unica eccezione è rappresentata dai senatori a vita, che non appartengono a nessun gruppo.

Martedì 18 ottobre saranno convocati i gruppi alle 14 per procedere alla propria costituzione. Dopodiché verranno scelti i capigruppo. Nello stesso giorno, alle 17, è convocata la conferenza dei capigruppo.

Mercoledì 19 ottobre è prevista la riunione di Palazzo Madama alle 15, per eleggere i quattro vicepresidenti, tre questori e otto senatori segretari che comporranno il Consiglio di presidenza.

L’incarico di Mattarella

Giovedì 20 poi, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella telefonerà al presidente emerito Giorgio Napolitano, riceverà Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, poi le delegazioni di coalizioni e partiti, fino a trarre le sue conclusioni per affidare un incarico.

Chi sarà incaricato avrà poi il compito di formare il governo. Le trattative nella maggioranza sono in corso dal giorno successivo al voto e non è stato semplice giungere a un compromesso. Oggi Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi si riuniranno per cercare di trovare una tregua dopo l’episodio al Senato dei giorni scorsi.

L’iter per le consultazioni dovrebbe prevedere la salita al Colle degli alleato in un’unica delegazione, con l’indicazione unanime di Giorgia Meloni premier, quindi è probabile che Mattarella dia l’incarico già giovedì.

Dopo aver trovato la quadra con gli altri partiti di maggioranza (e averne anche discusso con l’opposizione), la premier potrebbe risalire al Colle, sciogliere la riserva e giurare.

Tutto dipende dalla riunione tra Meloni e Berlusconi

I tempi previsti per il giuramento variano da sabato 22 a martedì 25. Ma tutto dipende da cosa accadrà oggi, durante l’incontro tra Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi. Se Forza Italia dovesse andare da sola al Colle e non indicasse la leader di FdI come premier, Mattarella avrebbe due scelte da fare.

Potrebbe fare un secondo giro di consultazioni, oppure dare a Giorgia Meloni in incarico piano, attendendo ulteriori consultazioni con gli alleati da presidente del Consiglio in pectore. Oppure assegnare un incarico esplorativo, sempre a lei o a una figura istituzionale per dare altro tempo.

Se tutto si risolvesse, Mattarella confermerebbe l’incarico a Meloni con qualche ora in più di tempo, quindi il giuramento slitterebbe di qualche giorno.