Elezioni, Granato (Italia Sovrana e Popolare) a iNews24: “Noi penalizzati dai media nella campagna elettorale”

"Era opportuno non fissare la campagna elettorale in una data così a breve termine. Chiaramente in estate noi siamo stati messi in forte difficoltà nella raccolta delle firme", spiega la senatrice ex M5S.

Bianca Laura Granato - Foto di Ansa Foto
Bianca Laura Granato – Foto di Ansa Foto

L’intervista di iNews24 alla senatrice ex 5 Stelle Bianca Laura Granato, candidata alla Camera per Italia Sovrana e Popolare.

Cosa rappresenta il voto degli italiani in Europa?
Penso che sia un appuntamento molto importante che può definire l’agenda europea ’20-’30. Qualora le elezioni non andassero come la governance europea attuale si aspetta, ci potrebbe essere un’inversione di tendenza. Per questo le forze politiche che contano di occupare l’intero Parlamento stanno facendo di tutto per occupare ogni spazio mediatico. Queste elezioni si sono svolte in sordina per evitare che partiti emergenti come il nostro potessero in qualche modo spiazzare i progetti in corso”;

Sta dicendo che Italia Sovrana e Popolare non è stata valorizzata nel dibattito mediatico?
Non siamo stati valorizzati anche da testate importanti che hanno persino dimenticato di inserirci nella lista dei partiti candidati in tutte le Regioni. Sostanzialmente c’è una volontà oscurare le forze che vogliono esprimere un dissenso rispetto a quelle che portano avanti l’agenda ’20-’30”;

Veniamo ai temi attuali della campagna elettorale: ricorrereste allo scostamento di bilancio per risolvere il caro-bollette?
Noi riteniamo che lo scostamento di bilancio non affronti il problema alla radice”;

Qual è il problema alla radice?
“Sono le speculazioni effettuate sul costo delle materie prime, favorite dalle sanzioni che l’Europa e l’Italia in prima linea hanno ritenuto di comminare alla Russia per la questione Ucraina. Quindi basterebbe semplicemente fare un passo indietro rispetto a queste politiche folli. Le cifre che verrebbero stanziate per lo scostamento di bilancio sono irrisorie rispetto al problema che sta per scoppiare nelle mani delle imprese e delle famiglie italiane. Chi propone questa soluzione sostiene un’agenda di default del nostro Paese, l’aumento dell’indebitamento privato, quindi una disfatta su tutti i fronti, che favorisce solo le multinazionali e chi vuole speculare sulle disgrazie dell’Italia. Disgrazie che tra l’altro, non ci sono cadute dall’alto, ma sono frutto di precise scelte politiche che Italia Sovrana e Popolare condanna. Pretendiamo che ci sia un passo indietro importante da parte di chiunque si accinga a governare questo Paese”;

Secondo lei chi vincerà le elezioni?
Qualunque degli schieramenti prevalesse non cambierebbe la prospettiva drammatica per l’Italia. Al di là delle forti contrapposizioni ideologiche su alcuni temi, che sono pretestuose, la sostanza dell’agenda è praticamente identica. Le ricette sono le stesse e c’è un perfetto adeguamento ai diktat europei, che sono poi a guida a trazione Usa. Questi partiti godono di un enorme vantaggio costruito su una importante e pretestuosa presenza mediatica. Noto che anche una battuta diventa motivo di dibattito ai telegiornali e ovunque. Chiaramente è una vetrina che si offre solo ai partiti di sistema. Questi ultimi purtroppo non offrono alcuna soluzione ai problemi dell’Italia e questa è la cosa più grave. Seguono un’agenda già preordinata fuori dal nostro Paese, per la nostra rovina”;

Qual è la posizione di Italia Sovrana e Popolare sull’Europa?
Non c’è nemmeno una ragione per restarci dentro. L’Europa non si occupa del benessere dei popoli che la compongono e degli interessi delle Nazioni che ne fanno parte. Noi riteniamo che sia un organismo infiltrato dagli interessi dei mercati e che le politiche europee siano il riflesso dei diktat del mercato e dei fondi speculativi internazionali. Di conseguenza siamo per l’uscita dall’Ue perché non soddisfa le esigenze dei popoli e ne è lontana. Non parliamo di populismo becero, ma di bisogni”;

Ritenete che l’Italia debba uscire anche dalla Nato?
Sì, dalla Nato e anche da tutte le organizzazioni internazionali, tra cui l’Oms. Ormai sono infiltrati dei poteri finanziari. L’Oms, per esempio, è finanziata da privati che operano nel settore delle vaccinazioni. È chiaro che tutte le decisioni prese da queste organizzazioni sono pilotate da processi speculativi che sono sempre riconducibili all’alta finanza internazionale. Siamo contrari alla perdita di sovranità e quindi di capacità di autodeterminazione dei popoli a beneficio di organizzazioni infiltrate dai mercati. Questo è il senso anche dell’uscita dalla Nato, che ormai è il braccio armato di questi poteri finanziari, così come dall’Ue e da organizzazioni internazionali come l’Oms”;

Ritiene che con l’esito del voto sia a rischio la democrazia?
Già la modalità con cui si è arrivati al voto ci fa temere per la democrazia. In realtà è abbastanza evidente anche dal fatto che un governo che si dimetta in piena estate senza una effettiva motivazione”;

Cosa intende dire?
In realtà la votazione che ha fatto dimettere Draghi è stata una votazione rispetto alla quale il governo era pienamente legittimato a proseguire. Non che la cosa ci facesse piacere. Però in ogni caso era opportuno non fissare la campagna elettorale in una data così a breve termine. Chiaramente in estate noi siamo stati messi in forte difficoltà nella raccolta delle firme. Abbiamo dovuto procedere nella settimana di Ferragosto, non siamo riusciti a raccogliere le firme all’estero, dove molti nostri concittadini si stanno lamentando di non aver trovato il nostro simbolo. Tutto questo ci lancia dei campanelli di allarme: i meccanismi della nostra democrazia sono stati messi in disuso”;

Putin ieri ha annunciato una mobilitazione parziale per 300mila riservisti. La mossa è stata interpretata come un’escalation. Il capo del Cremlino ha parlato di nucleare e ha annunciato i referendum in Donbass. Cosa pensa di questo?
La Russia è stata ampiamente provocata, anche ad intervenire in questa vertenza delle popolazioni del Donbass, fortemente discriminate dal regime filonazista ucraino. Io non voglio difendere Putin, ma cerco di vedere anche le ragioni dell’altra parte. Attualmente la nostra posizione è apertamente schierata a favore di quel regime contro queste repubbliche che avevano già proclamato la loro indipendenza. Non dimentichiamo che dopo il colpo di Stato di Maidan, in Ucraina sono stati cancellati ben tredici partiti politici. Lì non c’è una democrazia. Purtroppo la narrazione mediatica filtrata attraverso la propaganda occidentale ha descritto una situazione che non è quella reale. Quindi c’è una provocazione continua che fa sì che Putin debba intervenire e che il conflitto si debba estendere a tutti i costi. Dopo che le repubbliche del Donbass sono state liberate, gli ucraini hanno utilizzato, anche nei confronti dei civili, armi a lunga gittata e mine anti-uomo che hanno colpito pure la popolazione civile. Quello che ci viene raccontato va assolutamente rivisto perché ci sono tante cose che sono assolutamente false. Stiamo provocando continuamente questa guerra e aiutando l’Ucraina ad uccidere i civili del Donbass, che semplicemente non accettano di sottomettersi a un regime che sacrifica le loro tradizioni e la loro lingua. Questo si chiama genocidio. Non sono vicina alle ragioni di Zelensky e ritengo che l’Occidente stia commettendo un gravissimo errore”.