Vladimir Putin: il regime crolla? 70 deputati chiedono le sue dimissioni

Le firme arrivano a più di settanta deputati e potrebbero aumentare, costringendo il Capo del Cremlino a lasciare il suo posto.

Vladimir Putin - Foto di Ansa Foto
Vladimir Putin – Foto di Ansa Foto

Noi, deputati municipali russi, riteniamo che le azioni di Vladimir Putin siano dannose per il futuro della Russia e dei suoi cittadini. Chiediamo le dimissioni di Vladimir Putin dalla carica di presidente”. Sono le parole riportate nel documento che fa tremare l’assetto del Cremlino, scritte da alcuni deputati municipali di San Pietroburgo e riportate dal Corriere della Sera che ha intervistato al telefono una di loro, Ksenia Thorstrom, firmataria e promulgatrice dell’iniziativa.

Già da tempo voci di corridoio parlavano di un consenso sempre minore nei confronti di Putin, a causa della guerra in Ucraina. Ma adesso le firme arrivano a più di settanta deputati e potrebbero aumentare, costringendo il Capo del Cremlino a lasciare il suo posto.

Il testo si appella alla Duma, la Camera bassa del Parlamento russo, affinché Putin venga processato. Viene accusato di “tradimento” nei confronti della sua stessa patria. E le critiche arrivano anche dai vertici militari, tra cui il generale ceceno Ramzan Kadyrov.

“La Russia divisa tra chi guarda la tv e chi ha paura di opporsi”

La deputata Thotrstrom, del distretto di Semyonovski, racconta al Corriere di Sera che “metà della popolazione vive una realtà parallela. Queste persone affidano le loro teste alla televisione, non leggono niente e non cercano informazioni indipendenti. Credono sul serio che la Russia sia minacciata dagli occidentali e che l’Ucraina sia piena di nazisti, proprio come racconta la tv. Tra loro c’è mia madre. L’altra metà invece, è contro Putin ma ha paura di opporsi e di fare una brutta fine. Per questo ci stiamo muovendo”.

Come spiega al quotidiano di via Solferino, Thorstrom parla apertamente perché in questo momento si trova in Finlandia: “Sono più al sicuro dei 70 deputati firmatari e sono stata scelta per fare da portavoce. Non so cosa succederà quando tornerò, ma voglio tornare”.