Elezioni, centrodestra spaccato su caro bollette e sanzioni alla Russia

A Cernobbio sono emersi i dissapori tra Lega e FdI su come risolvere nell'immediato l'emergenza energetica. Il tema delle bollette, che coinvolge quello delle sanzioni verso Mosca e la tenuta dei conti pubblici. 

Matteo Salvini, Giorgia Meloni - Foto di Ansa Foto
Matteo Salvini, Giorgia Meloni – Foto di Ansa Foto

Nei giorni scorsi hanno messo a tacere i rumors che lo vogliono avversari all’interno della coalizione del centrodestra. Lo hanno fatto con una foto direttamente dalla Sicilia, dove entrambi hanno avevano tenuto un comizio. Pur avendo placato le polemiche, continuano le voci secondo cui Giorgia Meloni e Matteo Salvini, pur facendo parte della stessa alleanza, non vadano d’accordo su alcuni tempi fondamentali in questa campagna elettorale caratterizzata dall’emergenza energetica.

E proprio ieri, dal Forum Ambrosetti di Cernobbio sono emerse le differenze di vedute tra i due leader. Tutti i frontrunner di questa corsa al voto si sono confrontati davanti agli imprenditori, e durante il confronto sono venuti fuori i dissapori tra Lega e FdI su come risolvere nell’immediato l’emergenza energetica. Il tema delle bollette, che coinvolge ovviamente quello delle sanzioni verso Mosca e la tenuta dei conti pubblici.

Sanzioni a Mosca, Salvini: “Chiediamoci se stanno funzionando”

Per quanto riguarda le sanzioni, Salvini ritiene: “Abbiamo sempre votato le sanzioni e le manteniamo, ma chiediamoci se stanno funzionando. L’Europa copra le spese per imprese e famiglie”. Sia Meloni che Tajani (Forza Italia) sono contrati alla posizione del leader del Carroccio.

Sanzioni a Mosca, Meloni: “A rischio la credibilità dell’Italia”

Secondo la leader di Fratelli d’Italia, se l’Italia prendesse una posizione diversa sulle sanzioni contro Mosca, “per l’Ucraina non cambia niente, ma per l’Italia sì”, perché sarebbe a rischio la “credibilità” a livello internazionale. Sulla scia di Meloni, Antonio Tajani dichiara: “Quella di Salvini è un’opinione e se ne può discutere. Io credo che le sanzioni siano inevitabili e che dobbiamo continuare a infliggerle. Qualsiasi scelta di modifica della posizione non può che essere presa a livello europeo e di Nato”. 

Elezioni: centrodestra in disaccordo anche su scostamento di bilancio

Come detto, il tema delle sanzioni non è l’unico punto di disaccordo nel centrodestra. Le posizioni sono diverse anche sull’ipotesi di uno scostamento di bilancio per dare aiuti immediati e concreti a famiglie e imprese. Mentre Tajani lo boccia senza mezzi termini, il segretario della Lega lo ritiene “indispensabile”. 

Salvini: “Serve uno scudo europeo”

Giorgia Meloni definisce “sfumature” le differenze interne al centrodestra, mentre Matteo Salvini le nega: “Non so a cosa ci si riferisca quando si dice che c’è un duello tra di noi: io, Giorgia e Tajani abbiamo detto la stessa cosa – spiega l’ex ministro dell’Interno su Rai Tre – Per fermare la guerra abbiamo approvato le sanzioni. Ora però, a sette mesi di distanza, tanti, non solo Salvini, ma ad esempio l’Economist, si stanno chiedendo se le sanzioni stiano funzionando. Poi tutti chiediamo uniti quello che ha chiesto Mattarella: uno scudo europeo. L’Europa deve aprire il suo paracadute sull’energia”. 

E se l’Europa dicesse no, secondo Salvini, bisognerebbe agire a livello nazionale: “È preferibile avere i conti a posto e milioni di disoccupati? L’Europa è intervenuta durante il Covid e deve fare lo stesso ora con la crisi energetica. Mi rifiuto di pensare che Bruxelles dica no, dica arrangiatevi… confido che l’appello di Mattarella e nostro venga ascoltato. Altrimenti agirebbe l’Italia: io gli italiani non li lascio al freddo. Se non ci fosse l’Europa ci penserà l’Italia”.