Accordo Letta-Calenda: tensioni con Verdi e SI. Autonomia regionale: Salvini chiede approvazione nel primo Cdm

C'è l'accordo tra Italexit e Alternativa. L'annuncio è arrivato sui social da Gianluigi Paragone.

Simona Malpezzi, Benedetto Della Vedova, Enrico Letta, Carlo Calenda e Debora Serracchiani - Foto di Ansa Foto
Simona Malpezzi, Benedetto Della Vedova, Enrico Letta, Carlo Calenda e Debora Serracchiani – Foto di Ansa Foto

La campagna elettorale entra nel vivo dopo l’accordo tra Enrico Letta e Carlo Calenda. Dopo giorni di negoziati non facili, i leader di Pd e Azione hanno stabilito, con un documento, di non candidare nei collegi uninominali personalità divisive. No quindi, alla candidatura di ex grillini e ex forzisti. All’insegna del patto ci sono la condivisione dell’agenda Draghi e la spartizione dei collegi uninominali (70% Pd e 30% Azione/Più Europa). Il Pd offrirà il diritto di tribuna parlamentare nel listone. Una postilla questa, indirizzata a Luigi Di Maio.

Di Maio-Pd: gli scenari possibili

Il ministro degli Esteri dovrà decidere se accettare questa offerta e assicurarsi almeno un posto o due nel prossimo Parlamento, oppure declinare l’invito come hanno già fatto Bonelli e Frantoianni e rimanere a capo della lista Impegno Civico.

Luigi Di Maio sarebbe rimasto spiazzato dall’offerta e ha chiesto un incontro con Enrico Letta per studiare la compatibilità di un’eventuale candidatura nel Pd e la presentazione della nuova lista. La tribuna parlamentare offerta dal segretario Dem è aperta ai leader delle liste alleate, quindi eventualmente solo a Di Maio e Bruno Tabacci. Il ministro degli Esteri non può puntare ai collegi uninominali, mentre Tabacci sì. I sondaggi danno Impegno Civico sotto il 3%.

Verdi e SI contro accordo Pd-Azione: “Incontro con Letta”

Un altro nodo da sciogliere nel centrosinistra è quello di Verdi e Sinistra Italiana, che hanno chiesto un incontro con Letta perché non sono d’accordo col patto Pd-Azione. “Chiediamo un incontro al Pd per verificare se esistono ancora le condizioni per un’intesa elettorale che coinvolga Alleanza Verdi Sinistra”. Così Angelo Bonelli di Verdi/Europa Verde, in un punto stampa insieme con Nicola Frantoianni, leader di Sinistra Italiana.

La nostra proposta politica non è negoziabile, per questo consideriamo questo accordo legittimo, perché bilaterale, ma in nessun modo vincolante sul tema programmatico della proposta politica”, aggiunge Frantoianni. Letta accoglie la proposta dell’incontro: “Propongo di vederci domani”. 

Calenda a Renzi: “Porte aperte a tutti per discutere”

Sempre dal centrosinistra arriva l’apertura a Matteo Renzi: “Le porte sono aperte a tutti per discutere. Io ci ho pensato molto. È del tutto evidente che la rottura in questa fase paga quasi sempre dal punto di vista dei numeri, ma non si fa politica per i numeri, si fa per fare qualcosa di buono per il Paese. Non credo che nessuno abbia mai messo veti dal punto di vista della coalizione”, ha affermato Carlo Calenda in conferenza stampa ieri, con Enrico Letta e Benedetto Della Vedova dopo aver raggiunto l’accordo elettorale per le politiche 2022.

La risposta di Renzi: “Non ci alleiamo con chi ha votato contro Draghi”

Ma la risposta del leader di Italia Viva è secca e arriva dai social: “Abbiamo voluto Draghi al governo, soli contro tutti. Oggi non ci alleiamo con chi ha votato contro Draghi. Prima della convenienza viene la politica. Quello che gli altri definiscono solitudine, noi lo chiamiamo coraggio. Pronti, ci siamo”. Sembra un no alle porte aperte di cui parla Calenda nella coalizione di centrosinistra.


Lo stesso no che viene ribadito da Laura Garavini ai nostri microfoni.

Accordo Letta-Calenda, Conte: “In bocca al lupo alla nuova ammucchiata” e apre a SI e Verdi

Finalmente è finita la telenovela Letta-Calenda. In bocca al lupo alla nuova ammucchiata”, è il commento di Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, sull’accordo Letta-Calenda. L’ex premier grillino apre le porte a Sinistra Italiana e Verdi. “Con le persone serie che vogliono condividere l’agenda sociale con noi c’è sempre la possibilità di farlo”, ha affermato Conte ad Agorà su Rai 3.

Fa anche sapere che sulle candidature “abbiamo delle sorprese ma non le anticipo, le renderemo note quando la campagna elettorale sarà entrata nel vivo. Sicuramente ci saranno delle personalità di grande prestigio e competenza che ci daranno una mano”. E sulle Parlamentarie, il leader grillino afferma: “Dobbiamo assolutamente farle, è un passaggio che rientra nella democrazia diretta per dare agli iscritto la possibilità di dare indicazioni sulla scelta dei candidati”. 

Conte: “Discuteremo del rientro nel M5S di Di Battista”

Giuseppe Conte è anche possibilista su Alessandro Di Battista: “Tutti mi chiedono di lui, una persona seria e generosa che ha dato un grande contributo alla vittoria del M5S nel 2018. Sul suo rientro nel Movimento discuteremo, ora c’è un nuovo percorso. Ci confronteremo in modo leale e sincero”. 

Tajani contro Calenda: “Azione è la quinta colonna del Pd”

Duro il coordinatore nazionale di Forza Italia Antonio Tajani nei confronti di Calenda: “Azione getta la maschera. È la quinta colonna del Partito democratico e della sinistra”, scrive su Twitter. “Altro che progetto per creare un nuovo centro, altro che governo Draghi, semplicemente al servizio di chi vuole la patrimoniale per qualche posto in più”. 

Centrodestra, autonomia regionale, Salvini: “Approvazione nel primo Cdm”

Intanto nel centrodestra è in corso un confronto suo collegi esteri e sulle candidature, mentre si lavora al programma elettorale. I punti cardine della campagna sono la posizione di appoggio nei confronti dell’Ucraina, il semipresidenzialismo e l’autonomia regionale.

Su quest’ultimo punto, il leader della Lega Matteo Salvini chiede che venga approvata in occasione del primo Consiglio dei ministri.

Accordo tra Alternativa e Italexit

Infine, c’è l’accordo tra Italexit e Alternativa. Gianluigi Paragone, in un video pubblicato sui social, l’ha annunciato: “Sono orgoglioso di avere Pino Cabras, di avere Francesco Forciniti e di avere tutti quegli altri ragazzi che come i nostri hanno fatto un sacrificio, che hanno fatto un sacrificio elettorale. Questa è la forza che vogliono tenere fuori dal Parlamento, ma questa forza è forte perché nasce dal basso, è forte perché nasce dal popolo. Gli amici di Alternativa, con cui abbiamo fatto battaglie insieme, stanno con noi e su questo simbolo ci sarà anche il simbolo di Alternativa”. 

L’accordo tra Italexit e Alternativa è stato ufficializzato anche in una nota congiunta: “È con estrema soddisfazione che Italexit per l’Italia con il suo leader Gianluigi Paragone e Alternativa con il presidente Pino Cabras, dopo un confronto sui temi e una valida collaborazione cresciuta mese dopo mese in Parlamento, annunciano di aver trovato l’accordo per presentarsi insieme alle elezioni politiche che si terranno il 25 settembre. La presentazione ufficiale avverrà mercoledì 3 agosto alle ore 10 con una conferenza stampa presso la Sala Stampa della Camera”