Salario minimo, La Pietra (FdI) a iNews24: “Prima cambiare il sistema lavoro, poi attuarlo ed eliminare il rdc per i giovani”

"A fronte della crescita del salario, le aziende devono restare competitive attraverso una minore tassazione", spiega il senatore.

Patrizio La Pietra (FdI) - Foto di Facebook
Patrizio La Pietra (FdI) – Foto di Facebook

L’Unione europea ha dato il via libera al salario minimo. Anche se non verrà imposto, come ha affermato Nicolas Schmit, commissario Ue al lavoro, in Italia è in corso un dibattito acceso sulla questione e la legge sul salario minimo è ferma in Parlamento. Ai nostri microfoni, Patrizio La Pietra, senatore di Fratelli d’Italia, membro della Commissione agricoltura.

Giorgia Meloni ha definito il salario minimo la “classica arma di distrazione di massa rispetto ai problemi del lavoro in Italia. È d’accordo?
Credo che oggettivamente il salario minimo sia un passo in avanti, ma bisogna stare molto attenti alla sua attuazione. Intendo dire che deve essere accompagnato da altre riforme”;

Quali riforme?
A fronte della crescita del salario, le aziende devono restare competitive attraverso una minore tassazione. Va fatto un ragionamento molto più completo, facendo in modo che la maggior parte delle risorse vadano incontro alle esigenze aziendali. Bisogna dare la possibilità alle aziende di avere più risorse per gli investimenti attraverso, ad esempio, il taglio del cuneo fiscale. Gli investimenti non devono essere tassati. Vanno fatti passi in avanti prima per agevolare il mercato del lavoro e solo dopo attuare il salario minimo. Abbiamo enormi problemi anche sulla grande distribuzione organizzata, dove i salari sono veramente bassi”;

Da cosa dipende?
Dipende anche dalla conformità del sistema del lavoro italiano, che è diverso dagli altri Paesi europei. Bisogna avere la misura del salario minimo come obiettivo e contemporaneamente fare in modo di arrivarci senza traumi al sistema lavoro ed economico. Nel caso delle cooperative, il salario minimo così applicato causerebbe la fuoriuscita dal mercato”;

La legge sul salario minimo è ferma in Parlamento…
I tempi non saranno sicuramente brevi”;

Quali benefici potrebbe portare?
Sicuramente sono benefici di buonsenso. Dare la possibilità ai giovani di avere un salario adeguato al tipo di lavoro, è il minimo che il sistema possa prevedere ed è anche un incentivo. Il reddito di cittadinanza va dato sicuramente a chi non può lavorare, ma dobbiamo permettere a chi può, di avere un impiego. E un salario adeguato per i giovani è sicuramente un incentivo a lavorare piuttosto che percepire il reddito di cittadinanza. Daremmo anche un messaggio completamente diverso da quello che fino ad oggi questo governo a trazione 5 Stelle ha voluto portare avanti”.