Acconto IMU, scadenza a breve: in questo caso siete esenti dal pagarlo!

A breve scadrà il termine per la prima rata IMU 2022. Ecco chi è esente e quali proprietà possono essere escluse dal pagamento

Tra pochissimi giorni migliaia di italiani saranno chiamati a versare l’ennesima tassa salata dell’anno 2022. Ovvero l’acconto dell’IMU, la nota e discussa tassazione sulle abitazioni di proprietà che ha sostituito da qualche tempo l’ICI.

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Calcolo delle tasse (Pixabay)

Per chi non avesse ancora ben capito l’IMU che cosa prevede, dobbiamo fare un po’ di chiarezza sul suo funzionamento e sul pagamento di tale tassa. L’IMU non è dovuta per la cosiddetta abitazione principale in proprio possesso ed utilizzo, ad eccezione delle case definite di lusso sulla base della classificazione catastale.

Ma cosa si intende per prima casa o abitazione principale? Non significa sempre la dimora dove il cittadino proprietario e la sua famiglia vivono costantemente. Vi sono dei parametri ben precisi per stabilire quale immobile di proprietà non è sottoposto a tassazione IMU.

Cosa si intende per prima casa: chi non deve pagare l’IMU

Innanzitutto va specificato che non basta che il contribuente possieda un solo immobile per beneficiare dell’esenzione IMU sulla prima casa. In questo caso va specificato legislativamente cosa si intende per abitazione principale.

La Legge di Bilancio 2020 ha stabilito i parametri della nuova imposta sulle case. L’articolo 1 di tale legge dice chiaro e tondo:

per abitazione principale si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e i componenti del suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente”

Una descrizione precisa, ma forse non dettagliata. Andiamo allora a vedere i tre parametri che consentono al cittadino, proprietario di immobile, di ottenere l’esenzione dall’IMU:

  • l’immobile deve essere l’unica unità immobiliare di proprietà del soggetto passivo;
  • deve essere la sede della residenza anagrafica del possessore e del suo nucleo familiare;
  • deve essere la dimora abituale, ossia il luogo in cui il possessore ed il suo nucleo familiare vivono per la maggior parte dell’anno.

Ad esempio, se il proprietario di immobile in un Comune si sposta per lavoro in un’altra città e prende casa in affitto spostando il domicilio ufficialmente, sarà costretto a pagare l’IMU sulla sua casa di proprietà nonostante sia l’unica in suo possesso. Visto che in quel lasso di tempo non risulta domiciliato in loco.

Altri esempi di abitazione principale secondo la Legge

Ma non finisce qui; alla definizione di abitazione principale si aggiungono, ai fini IMU, le cosiddette assimilazioni, ossia dei casi in cui l’immobile posseduto si considera prima casa pur non essendo la sede della dimora abituale e residenza anagrafica del suo possessore. Ecco in quali casi:

  • le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari;
  • le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa destinate a studenti universitari soci assegnatari, anche in assenza di residenza anagrafica;
  • i fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali come definiti dal decreto del Ministro delle infrastrutture 22 aprile 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 146 del 24 giugno 2008, adibiti ad abitazione principale;
  • la casa familiare assegnata al genitore affidatario dei figli, a seguito di provvedimento del giudice che costituisce altresì, ai soli fini dell’applicazione dell’imposta, il diritto di abitazione in capo al genitore affidatario stesso;
  • un solo immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, posseduto e non concesso in locazione dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e, fatto salvo quanto previsto dall’art. 28, comma 1, del D. Lgs. 19 maggio 2000, n. 139, dal personale appartenente alla carriera prefettizia, per il quale non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica.