Non è bastato il clamore mediatico. Né le annunciate dimissioni di 25 medici del pronto soccorso. Quelle immagini che ieri, 4 maggio, mostravano pazienti ammassati in barella senza alcun tipo di distanziamento si ripetono anche oggi. Siamo al Cardarelli di Napoli, l’ospedale più grande del Sud Italia. Nel video di cui iNews24 è giunto in possesso, si vede il pronto soccorso ormai trasformato in un grande lazzaretto, dove i degenti attendono per ore una visita e dove i medici e il personale sanitario trovano sempre più difficoltà nello svolgere il proprio lavoro. Una situazione ormai insostenibile che pesa enormemente sulla qualità dell’assistenza sanitaria a Napoli e in Campania.

D’altra parte, il personale sanitario e medico del Cardarelli denuncia una situazione ormai insostenibile da molti giorni. Già il 29 aprile, a fronte di un personale numericamente esiguo, la Cgil parlava oltre 170 accessi al giorno. Eppure, subito dopo la pubblicazione di quelle immagini che vedevano donne e uomini ammassati in barella, la direzione strategica dell’azienda ospedaliera Cardarelli rese noto “di aver attivato ogni possibile provvedimento atto a decongestionare il DEA (dipartimento emergenza e accettazione) e ripristinare in tempi brevi la normale attività.”

Dalle immagini girate oggi, vediamo che la normale attività è ben lontana dall’essere ripristinata. “Non siamo più in grado di svolgere il nostro lavoro e dare una assistenza adeguata e dignitosa ai pazienti”, denuncia Pino Visone, delegato aziendale Cgil medici. “Quanto sta accadendo al Cardarelli non garantisce la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori e degli stessi pazienti – denuncia la Fp Cgil – ma soprattutto lede la dignità dei cittadini in un momento di fragilità e la dignità degli operatori sanitari. Tutti dovremmo chiederci che cosa è un diritto inalienabile se chi lo dovrebbe garantire non risponde della sua negazione?”