Dramma atroce per l’ex vincitore del Festivalbar: il racconto del figlio nato morto

Un dramma atroce indimenticabile che racconta così ai suoi fan: l’ex vincitore del Festivalbar fa commuovere i suoi cari affezionati

Un vero e proprio dramma quello vissuto da uno dei vecchi vincitori del Festivalbar che racconta quanto gli è capitato con estrema tristezza. Non tutti lo sapevano, ma l’artista ne aveva già parlato in passato.

Luciano Ligabue
(@ANSA)

A partire da domani, martedì 3 maggio, sarà disponibile il libro autobiografico di Luciano Ligabue intitolato Una Storia. Un gran bel momento della carriera dell’artista romagnolo che è ancora all’inizio di un’estate che si prospetta essere quanto più impegnativa che mai grazie ai tanti concerti in programma. A proposito di questo, al Corriere della Sera ha confessato: “Aspetto più di centomila persone al Campovolo, la vecchia pista di prova di fronte alle Officine Reggiane”.

Nella stessa intervista, Ligabue ha raccontato del suo primissimo concerto: “Mi dicono che devo esibirmi prima di Gino Paoli. In realtà Gino Paoli non lo incrocio neppure: è ancora pomeriggio, sole alto, clima tristissimo. Canto tre canzoni mie, ma che in realtà non mi appartengono: sono storie di persone che non conosco” e poi il secondo “all’inaugurazione di una rosticceria. Canto Vaselina blues, per il disgusto di un cantautore di Correggio, indispettito dall’argomento. Andrà così anche al Costanzo Show”.

Luciano Ligabue racconta il dramma del figlio nato morto

Ligabue
Ligabue (photo Getty)

Una vita dedicata alla musica e due matrimoni: “A Donatella avevo dato una manata in faccia giocando a nascondino. Non l’avevo fatto apposta, ma lei aveva pianto tanto, e non per il dolore. L’ho ritrovata dopo anni. Una persona meravigliosa. Insieme abbiamo sofferto e siamo stati felici, abbiamo perso due gemelli e abbiamo avuto Lorenzo Lenny, il mio primogenito”. Successivamente la coppia si è sciolta perché Luciano ha incontrato Barbara Pozzo: “Un senso di colpa lacerante. Un trauma per lei e per me. Ma avevo incontrato Barbara. E non potevo mentire a tutti, a cominciare da me stesso”.

È proprio insieme all’ex fisioterapista che ha vissuto un dramma unico che ha raccontato alle colonne del Corriere della Sera: “Ce lo fecero vedere. Me lo ritrovai in mano: un affarino di un chilo. Aveva i tratti della mamma. La voce di bambina della Barbara disse: è perfetto. L’ho fatto seppellire in un cimitero che ha un angolo chiamato degli angeli. All’inizio la Barbara ci andava tutti i giorni. Si sentiva come se il suo corpo fosse diventato marcio, incapace di dare la vita… Un pensiero ingiusto, ma il suo “sentire” la faceva stare così. Solo chi ci è passato lo capisce”.