Denise Pipitone, scatta la querela: “Uno dei più grandi fallimenti della giustizia italiana”

Denise Pipitone, scatta la querela: “Uno dei più grandi fallimenti della giustizia italiana”. Il caso finirà in tribunale, arriva la spiegazione

Sono diciassette anni e mezzo che di Denise Pipitone non c’è traccia e nessuno ancora trovato risposte. Le cerca da sempre la sua famiglia, che non ha mai mollato la presa. Le ha cercate anche la magistratura, che però adesso è ferma.

Denise Pipitone (ANSA)

O meglio, l’ultima inchiesta sulla sparizione della bambina che oggi ha 21 anni è stata archiviata dalla Procura di Marsala senza esito. In compenso però i magistrati sono ancora in azione e alcuni giornalisti sono finiti nel mirino. Come Milo Infante, il popolare conduttore di Ore 14 su Rai 2.

Qualche settimane fa aveva fatto sapere a tutti di aver ricevuto una querela legata ad alcune sue dichiarazioni sul caso, ma non aveva approfondito. Ora però al ‘Corriere della Sera’ ha raccontato quello che sta succedendo. Intanto è convinto che sarà rinviato a giudizio, perché se la querela arriva da un magistrato finalmente va a finire così. Ma almeno, leggendo le carte, saprà di cosa è accusato.

“I pm di Marsala hanno presentato una querela per diffamazione aggravata – spiega il giornalista – non solo nei miei confronti, ma anche nei confronti di altri colleghi. Penso che sia lecito domandarsi se non farebbero meglio a utilizzare il loro tempo diversamente”. E continua dicendo che “il caso di Denise Pipitone è uno dei più grandi fallimenti della giustizia italiana, per 17 anni e mezzo hanno fatto finta o cercato male una bambina che è stata rapita. E ora la tua preoccupazione è querelare i giornalisti?”.

 

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Denise Pipitone, scatta la querela: la difesa di Milo Infante e la solidarietà a Piero Maggio

Trattandosi di una querela presentata dai magistrati della Procura di Marsala, del caso deve occuparsi la Procura di Caltanissetta e questo ha ingenerato un equivoco. Perché Infante aveva parlato di querela senza specificare da dove fosse arrivata e così da Marsala hanno smentito perché effettivamente era così.

Infante comunque spiega di essere assolutamente tranquillo perché ha fatto solo il suo lavoro, limitandosi a osservare che certe indagini sono state aperte e chiuse a tempo di record. “Io penso che quando lo Stato fallisce i magistrati non possano chiederci di dire che sono stati bravi lo stesso”.

Milo Infante (Instagram)

E ancora una volta sottolinea la forza di Piera Maggio, la mamma di Denise, che sta combattendo da allora ed è la vera vittima di questa storia. Ogni giorno pensa a sua figlia che è sparita e nessuno fino ad ora è riuscito mai a darle una risposta. La chiusura è quasi scontata: “Mi occuperò del caso di Denise più di prima. È adesso che si sono spenti i riflettori che Piera Maggio e Piero Pulizzi hanno ancora più bisogno che qualcuno se ne occupi. Perché oggi Denise non la cerca nessuno”.