Giulio Regeni, oggi nuova udienza preliminare. Sit-in con Insinna fuori dal Tribunale

Oggi, lunedì 11 aprile, i giudici esamineranno le nuove prove raccolte dagli investigatori sulle banche dati, elenchi telefonici e social legati ai quattro egiziani indagati, a vario titolo, per omicidio volontario, sequestro di persona e lesioni.

Giulio Regeni (archivio) - Foto di Ansa Foto
Giulio Regeni (archivio) – Foto di Ansa Foto

Verità per Giulio Regeni“, recita lo striscione che i genitori del ricercatore italiano hanno mostrato fuori dal Tribunale di Roma, dove questa mattina è attesa una nuova udienza preliminare del processo sulla morte del loro figlio. Oggi, lunedì 11 aprile, i giudici esamineranno le nuove prove raccolte dagli investigatori sulle banche dati, elenchi telefonici e social legati ai quattro egiziani indagati, a vario titolo, per omicidio volontario, sequestro di persona e lesioni. Con la madre di Giulio, Paola Deffendi e il padre, Claudio Regeni, c’è anche l’avvocata Alessandra Ballerini.

Un presidio si è tenuto a Piazzale Clodio, a cui hanno preso parte Fnsi, Usigrai, Articolo 21 e anche il presentatore tv Flavo Insinna che ha voluto portare la propria vicinanza alla famiglia del giovane, torturato e ucciso in Egitto, al Cairo nel 2016.

Morte Regeni, Giulietti (Fnsi): “Chiederemo interruzione rapporti con Egitto se continuerò a cancellare prove”

Siamo qui per dire che non smetteremo mai di reclamare verità e giustizia. Chiederemo che ci sia un’interruzione dei rapporti con l’Egitto qualora dovesse perseguire una politica di omissione e cancellazione delle prove”, ha affermato il presidente Fnsi Beppe Giulietti.

Insinna: “A questa famiglia, la politica deve dare la verità”

Perché sono qui? La domanda è da porre al contrario. Perché non dovrei esserci? Bisogna esserci – ha affermato Insinna intervistato dai giornalisti fuori dal Tribunale di Roma – Come ha detto la mamma di Giulio su quel viso ha visto tutto il dolore del mondo, non dobbiamo darci pace fino a quando non si arriverà alla verità. Lo dobbiamo alla famiglia, alla parte buona di questo Paese. Voglio vivere in un Paese, come dice il Papa, che ritrovi un senso di fraternità, dove il tuo dolore diventa il mio. Questa famiglia stata facendo un’opera straordinaria con una compostezza unica al mondo. Dal primo minuto mi sono legato a questa storia. Non si può fare tutto in nome dei rapporti, del petrolio, c’è una persona che è stata torturata in maniera indicibile. Mi interessa che ci sia la volontà politica di andare avanti, spero che l’alta politica faccia il bene delle persone che amministra. A questa famiglia l’alta politica deve dare la verità“.