Mascherine al chiuso, Galli a iNews24: “Si useranno individualmente solo nelle circostanze che si riterranno rischiose”

Sulle quarte dosi, il professore aggiunge: "Non credo che ora abbia senso prevederle in massa con questi vaccini impostati sul virus che circolava a Wuhan nel 2020".

Massimo Galli - Foto di Ansa Foto
Massimo Galli – Foto di Ansa Foto

Sulle mascherine dovrebbe avvenire una vera e propria rivoluzione culturale, passando dal considerarla come una specie di feticcio, quasi un segnale politico per voltare pagina, a uno strumento di protezione che va usato con la testa, da utilizzare individualmente in tutte le circostanze che si ritengano rischiose”. Così, ai microfoni di iNews24, Massimo Galli, già direttore di Malattie infettive all’ospedale Sacco di Milano. “Le circostanze di rischio che si ridurranno sempre di più, a meno che non arrivi un’altra variante. Il rubinetto del virus non è completamente chiuso, considerando che ci sono molti Paesi al mondo che hanno una bassa percentuale di vaccinati”.

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Servirà, secondo lei, una quarta dose nel breve periodo?
Non credo che ora abbia senso prevedere una quarta dose di massa con questi vaccini impostati sul virus che circolava a Wuhan nel 2020. L’ipotesi potrebbe essere presa in considerazione in casi speciali, in cui la risposta alle prime tre è dubbia o inesistente”;

Cosa intende per casi speciali?
Uno studio condotto sui trapiantati di organi solidi ha dimostrato che alla prima dose c’era stata una risposta del 4%, alla seconda del 40% e alla terza del 68%. Ciò vuol dire che il 32%, ovvero 1 su 3 vaccinati, non ha risposto affatto. Si tratta ovviamente di casi al limite. Ma comunque molto probabilmente la quarta dose potrebbe essere necessaria per gli immunosenescenti, i portatori di malattie autoimmuni e neoplastiche. Non perché non si infettino, ma perché il vaccino li aiuti se dovessero contrarre la malattia”;

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Quindi esclude che la quarta dose possa essere somministrata su larga scala annualmente come il vaccino anti-influenzale?
Nell’immediato il nostro problema è vaccinare i non immunizzati. In questo momento una quarta dose dei vaccini attualmente disponibili non è la priorità, considerando la percentuale dei vaccinati e dei guariti. Attendiamo quindi, prima i dati di Israele per capire quanto possa aggiungere. Ma piuttosto, mi domando se verrà somministrata con questi vaccini o con altri aggiornati, in grado di funzionare su tutte le varianti di Coronavirus. Attualmente esistono due progetti in atto, che tentano di sviluppare un vaccino che abbia la capacità di funzionare in modo trasversale”;

Il 31 marzo scadrà lo stato di emergenza. È il caso di estenderlo?
Da qui al 31 marzo passa una mezza eternità. Valuterei come va la situazione ma io non sono un politico. Bisognerà vedere anche quello che succede nel mondo e forse allinearci alle decisioni prese anche a livello internazionale. Poi il termine “stato di emergenza” non fa paura in quanto tale. Mi preoccupa piuttosto che le lezioni che ci ha dato questa pandemia siano state apprese e che ci si comporti di conseguenza”;

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L’obbligo delle mascherine al chiuso deve restare?
Sulle mascherine dovrebbe avvenire una vera e propria rivoluzione culturale, passando dal considerarla come una specie di feticcio, quasi un segnale politico per voltare pagina, a uno strumento di protezione che va usato con la testa, da utilizzare individualmente in tutte le circostanze che si ritengano rischiose. Circostanze che si ridurranno sempre di più, a meno che non arrivi un’altra variante. In un anno ne abbiamo avute tre, una più diffusiva dell’altra. Il rubinetto del virus non è completamente chiuso, considerando che ci sono molti Paesi del mondo che hanno una bassa percentuale di vaccinati. Quindi il Sars-CoV-2 potrebbe farci qualche sorpresa e spero che venga posta l’attenzione necessaria”;

Potrebbe arrivare una variante più pericolosa?

In linea teorica c’è da sperare che gradualmente le varianti successive possano essere meno patogene delle precedenti, ma non è detto che vada così. Tra i numerosi patogeni che abbiamo, ci sono quelli che nel tempo hanno mantenuto la loro virulenza e quelli che hanno assunto caratteristiche meno patogene. Parenti abbastanza prossimi di questo virus, nell’uomo hanno sviluppato un impatto patogeno meno pericoloso, diventando quasi un raffreddore. Questo di solito è accaduto in tempi non brevi e non è un tracciato obbligatorio”;

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Come immagina la nuova normalità?
Questa esperienza ci ha segnato e non credo che sparirà rapidamente dai nostri orizzonti culturali. Però ritengo che così come ci si è lasciati alle spalle la Spagnola, ci lasceremo alle spalle anche il Sars-CoV-2, se il passo di questa malattia non ci costringerà più a mettere in atto le restrizioni”.