Elezioni Quirinale, vertice Conte-Letta-Speranza: “Aperti al confronto”. L’ex premier: “Via dal tavolo Berlusconi”

Andrea Orlando: "Draghi è una delle carte fondamentali, la nostra preoccupazione deve essere quella di non bruciarla".

Roberto Speranza, Enrico Letta - Foto di Ansa Foto
Roberto Speranza, Enrico Letta – Foto di Ansa Foto

Ottimo incontro. Lavoreremo insieme per dare al Paese una o un presidente autorevole in cui tutti possano riconoscersi. Aperti al confronto. Nessuno può vantare un diritto di prelazione. Tutti abbiamo il dovere di responsabilità”. Con un tweet congiunto, Enrico Letta (Pd), Giuseppe Conte (M5S) e Roberto Speranza (LeU), hanno comunicato l’esito del vertice delle forze di sinistra che hanno tenuto questa mattina a casa del leader pentastellato, per trovare un punto in comune sul prossimo presidente della Repubblica. Il segretario del Pd ha aggiunto che “non c’è alcuna intesa sui nomi perché ne parleremo con il centrodestra nei prossimi giorni”. 

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Quirinale, Conte: “Pronti a un confronto, ma no all’ipotesi Berluscini”

La prima chiama per le elezioni del nuovo Capo dello Stato italiano è prevista per il 24 gennaio. Durante la riunione si è discusso sul nome da portare verso il Quirinale. L’ex premier ha aggiunto: “L’incontro è andato bene. Siamo pronti a un’azione forte, a un confronto anche ampio e condiviso. Ovviamente andranno rimosse dal tavolo candidature di parte come quella di Berlusconi”, che proprio nei giorni scorsi aveva definito “improponibile e irricevibile”. 

Elezioni Quirinale, vertice di centrosinistra - Foto di Ansa Foto
Elezioni Quirinale, vertice di centrosinistra – Foto di Ansa Foto

Andrea Orlando: “Non bruciare il nome di Mario Draghi”

Sul voto al Quirinale si è espresso anche Andrea Orlando, ministro del lavoro a Radio Anch’io: “Non c’è nessuno scetticismo, Draghi è una delle carte fondamentali, la nostra preoccupazione deve essere quella di non bruciarla, ma così come le altre di cui si sta discutendo saranno più o meno utilizzabili a seconda della capacità di dialogo che si aprirà tra le forze politiche. Il tema fondamentale è che uscito dalla direzione del Pd, resta se si vuole o meno proseguire sulla strada che ha visto la nascita del Governo Draghi, se si vuole o meno mantenere un quadro di unità nazionale”. 

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Carlo Calenda: “Perdere Draghi sarebbe una follia”

Carlo Calenda, leader di Azione, a Radio 24 si è detto convinto che il nome da portare verso il Quirinale sia quello del premier Mario Draghi: “La cosa peggiore che si possa fare è eleggere qualcuno al Quirinale, tenere Draghi al Governo ma non fargli fare assolutamente nulla. Credo che la cosa fondamentale sia sedersi, fare un patto di legislatura, decidere come va a finire sui temi fondamentali che abbiamo davanti e verificare se ci sono le condizioni o meno, altrimenti è meglio che Draghi vada al Quirinale, perderlo sarebbe una follia”.