Bimba morta a Torino, il patrigno: “Stavamo giocando, l’ho lanciata in aria e mi è scivolata dalle mani”

Mohssine Azhar, prima ancora che il pm elencasse gli indizi contro di lui, ha chiesto al gip di poter rendere spontanee dichiarazioni: "È stata colpa mia", ha dichiarato.

Roma, colpito e ucciso con un pugno in un locale
Roma, colpito e ucciso con un pugno in un locale (Twitter)

Stavo giocando con Fatima sul ballatoio. La lanciavo in aria. Lei rideva e salutava mamma che ci stava guardando dal balcone. Mi è scivolata dalle mani. Non so come sia successo”. La morte della piccola di tre anni precipitata dal balcone, secondo il compagno della madre attualmente in stato di fermo, è stato un tragico incidente.

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Mohssine Azhar, prima ancora che il pm elencasse gli indizi contro di lui, ha chiesto al gip di poter rendere spontanee dichiarazioni. 

È stata colpa mia. Quella bambina era la mia famiglia. Le volevo bene e quel gioco le piaceva tanto. Adesso non mi do pace, ma non potevo immaginare quello che poi è accaduto. Vorrei parlare con Lucia, sua madre”, ha chiesto Azhar al gip.

Il gip deciderà sulla convalida del fermo

Spetta al giudice adesso decidere se convalidare o meno il fermo e disporre la misura cautelare in carcere. L’uomo, 33 ani, è accusato di omicidio volontario nella forma del dolo eventuale. Secondo la Procura, l’uomo non ha gettato la bimba dal balcone con violenza. Ma allo stesso tempo ritiene che giocando con la piccola in quel modo in un punto pericoloso e in uno stato di alterazione, sia stato un rischio. 

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Alessandro Sena, avvocato di Azhar ha chiesto la scarcerazione del suo cliente e la riqualificazione in omicidio colposo: “Azhar è sconvolto. Per lui quella bambina era una figlia, non le avrebbe mai fatto del male. Inoltre, ritengo che non sussista il pericolo di fuga. Non ha mai lasciato la città neanche quando è incorso in altri problemi con la giustizia”.