Libia: uomini armati circondano l’ufficio del presidente Abdul Hamid Dbeibah

Fonti locali negano che sia in corso un colpo di stato. Pare che a soffiare sul fuoco siano le forze più legate al mondo islamico.

Abdul Hamid Dbeibah - Foto di Getty Images
Abdul Hamid Dbeibah – Foto di Getty Images

Un gruppo di uomini armati, appartenenti alla milizia della Brigata Al-Samoud, ha circondato l’ufficio del primo ministro libico Abdul Hamid Dbeibah di Tripoli. Il presidente del Consiglio presidenziale Mohammed el Menfi ha chiesto l’intervento dei militari per proteggere la sua casa. 

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Il presidente el Menfi e i membri del Consiglio sono stati trasferiti in un luogo sicuro, dopo essere stati informati dell’intenzione delle milizie armate di assaltare le loro abitazioni. 

Secondo i media libici e fonti di Al Arabiya, le tensioni a Tripoli sono scoppiate dopo la decisione del Consiglio di presidenza, in qualità di Comandante supremo delle Forze Armate, di sollevare dal suo incarico Abdel Basset Marwan, comandante del distretto militare di Tripoli. Secondo l’Ansa, che riporta le notizie dei media locali, parti della capitale libica sono senza elettricità. Al-Samoud, leader della milizia della Brigata, ha annunciato che “in Libia non ci saranno elezioni presidenziali” e che verranno chiuse “tutte le istituzioni statali”.

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Fonti locali negano un colpo di stato

Fonti locali negano che sia in corso un colpo di stato. Pare che a soffiare sul fuoco siano le forze più legate al mondo islamico. Il rinvio delle elezioni presidenziali, organizzate grazie al sostegno dell’Onu, è ormai inevitabile. “I tempi sono troppo stretti. Mancano i giorni per organizzare i seggi e la campagna elettorale”, affermano gli osservatori a Tripoli, come riporta il Corriere della Sera. Le polemiche riguardano anche la candidatura dello stesso Dbeibah e soprattutto di Saif al Islam, figlio più politico di Muammar Gheddafi, la cui popolarità è in forte ascesa anche tra chi nel 2011 si unì alle rivolte contro il regime.