Liliana Segre: “Io, “nonna” di Patrick Zaki, chiedo di dargli la cittadinanza italiana”

“Nessun giovane dovrebbe mai finire in una cella, essere privato della libertà senza aver fatto nulla di male”, aggiunge la senatrice.

Liliana Segre
Liliana Segre (Getty Images)

Se Patrick Zakiha espresso questo desiderio e io sarò in forze, sarò molto felice di incontrarlo. La sua liberazione è una notizia stupenda”. Così la senatrice a vita Liliana Segre a Pagine Ebraiche, in risposta alla richiesta del ricercatore e attivista egiziano di poterla incontrare in futuro. 

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La sua vicenda mi ha molto impressionato. Ventidue mesi di prigione di Egitto e quei continui rinvii delle due udienze. La paura dettata dall’incertezza del proprio destino. Mi ha fatto ripensare alla mia esperienza. Certo ci sono molte differenze e non si possono fare pagarono, ma io so cosa vuol dire quello che ha raccontato Zaki: la paura per una porta che non si apre, quando non sai se dietro di aspetta la liberà o la mano degli aguzzini”, ha spiegato Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz. 

Segre in passato ha votato in Senato per la richiesta cittadinanza italiana di Zaki

La senatrice ha chiesto di dare la cittadinanza italiana allo studente egiziano, accusato dal regime di Al-Sisi di aver diffuso notizie false e terrorismo: “Nessun giovane dovrebbe mai finire in una cella, essere privato della libertà senza aver fatto nulla di male”, ha scritto in un commento pubblicato su La Stampa. La senatrice ha votato per la richiesta di cittadinanza “di questo studente dalla faccia simpatica e rimando convinta che gliela si debba concedere. In quell’occasione mi ero autoproclamata idealmente sua “nonna” e figuriamoci se non aprirò la porta a questo “nipote” che spero di riabbracciare qui in Italia quanto prima. Ho letto che a lui farebbe piacere, quindi gli dico di resistere, di tenere duro perché il primo passo verso la libertà è stato compiuto”.