Quirinale, Ruggieri (Forza Italia) a iNews24: “Draghi è il nostro CR7, non possiamo metterlo in panchina per fare l’allenatore”

Il deputato di Forza Italia, Andrea Ruggieri, si dice contrario alla proposta di Giorgetti per un semipresidenzialismo “de facto”: “Si facciano le riforme e si dia un via formale a questo nuovo assetto istituzionale”. Sulle possibili ripercussioni per Fi dovute alle alleanze sovraniste della Lega in Europa, l’esponente forzista non ha dubbi: “Il problema sarebbe solo per Salvini, perché andare troppo a destra significa togliersi metri di campo”

Andrea Ruggieri (da Facebook)

In questi ultimi giorni stanno tenendo banco le dichiarazioni del ministro Giorgetti che, da quanto emerso nelle anticipazioni dell’ultimo libro di Bruno Vespa, ha detto che “Draghi potrebbe guidare il convoglio anche dal Quirinale”, auspicando quindi una sorta di semipresidenzialismo “de facto”. Si tratta di un’idea che la convince?

“No, perché cambiare certe cose per vie di fatto non credo sia la soluzione migliore. Se si vuole arrivare al semipresidenzialismo, a cui io sono anche favorevole, allora che si facciano le riforme necessarie e si dia un via formale a questo nuovo assetto istituzionale”

Quindi più che al Quirinale, secondo lei Draghi starebbe meglio a Palazzo Chigi, magari anche dopo il 2023?

“Chi toglierebbe Cristiano Ronaldo al 70esimo minuto per metterlo in panchina a fare l’allenatore, mentre in campo infuria la battaglia? Per carità, il ruolo dell’allenatore  è importantissimo, ma preferirei tenerlo in campo e farlo giocare per poter decidere la partita a nostro favore”

Eppure, per motivi diversi, in questi giorni Salvini, Conte e Meloni hanno fatto una sorta di endorsment alla possibilità che sia Draghi a salire al Quirinale. La domanda sorge spontanea: siete sicuri che il centrodestra sarà compatto fino alla fine nel sostenere la candidatura di Berlusconi alla Presidenza della Repubblica?

“Me lo auguro, premesso che non è Berlusconi ad essersi candidato al Quirinale, ma che casomai sarebbe il centrodestra a candidarlo. Detto questo, una cosa è pensare che Draghi sarebbe un profilo ideale anche per il Quirinale, un’altra è dire che sia l’opzione preferibile in assoluto, anche perché si tratterebbe di toglierlo da un ruolo operativo che sta svolgendo con ottimi risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Dopodiché, se la coalizione deciderà di candidare Berlusconi alla Presidenza della Repubblica, è giusto che si vada fino in fondo, anche perché con lo scrutinio segreto Berlusconi può prendere molti voti, anche oltre i partiti di centrodestra”

Salvini tra Ppe e un nuovo gruppo sovranista a Bruxelles

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Salvini e Berlusconi (via Getty Images)

Come confermato negli ultimi vertici di partito la linea politica di Forza Italia resta quella moderata ed europeista; lo stesso non si può dire per i vostri alleati della Lega e FDI, tant’è che Salvini sta cercando di creare un nuovo gruppo in Europa, alternativo al Ppe, che va da Orban e Morawiecki, fino a Le Pen. Questo non può essere un problema per voi, anche in vista delle prossime elezioni?

“Credo che questo sia più un problema per Salvini, perché andare troppo a destra significa togliersi metri di campo. La nostra linea politica non è solo moderata, ma anche molto determinata e soprattutto concreta, anche perché il prossimo crinale su cui si giocheranno le importanti sfide che ci attendono sarà proprio che vedrà contrapposte l’ideologia e la concretezza, e noi da liberali quali siamo, tra le due vie non possiamo che scegliere la seconda. Il nostro impegno da questo punto di vista è quello di lavorare per trovare soluzioni pratiche per migliorare le vite e le opportunità dei cittadini italiani, il resto è letteratura. Per quanto ci riguarda vogliamo fare tutto questo nel PPE e mi piacerebbe che anche Salvini si unisse a noi”

Dopo le polemiche delle scorse settimane dovute alle proteste dei ministri Brunetta, Gelmini e Carfagna, anche la tensione in Forza Italia sembra essersi abbassata. Significa che il nodo relativo allo schiacciamento eccessivo sulle posizioni sovraniste degli alleati è stato effettivamente sciolto, o si  tratta di una tregua temporanea, che ha come obiettivo principale quello di portare Berlusconi al Quirinale?

“Io non so quanto la polemica da parte dei ministri di Forza Italia fosse effettivamente dovuta alla linea sovranista, credo piuttosto si trattasse di una frizione dovuta ai risultati poco esaltanti che FI ha ottenuto in questi ultimi due anni e che ovviamente hanno generato apprensione in tutti quelli che hanno a cuore le sorti del partito”

Quindi nulla di più di una reazione per il pessimo risultato ottenuto nelle ultime elezioni amministrative?

“Sì, anche perché poi effettivamente non saprei declinare concretamente quale sia questa linea sovranista, dal momento che anche la Lega ha fatto una svolta dichiaratamente europeista e non spinge più per quei temi che una volta venivano considerati “eretici” come l’uscita dall’euro e via dicendo. Però, siccome mi occupo di Forza Italia, credo che il nostro obiettivo principale ora debba essere quello di rialzarci nei consensi, rinnovarci nel linguaggio, nelle idee, così come nelle facce dei protagonisti e puntare a pesare di più nel centrodestra”