Vaccino covid-19, terza dose una necessità: via libera per tutti

Vaccino covid-19, terza dose una necessità: via libera per tutti. La campagna dopo i soggetti fragili sarà estesa a tutti gli altri

Quarta ondata e terza dose: certe entrambe, anche se il vaccino avrà una valenza più importante rispetto ai possibili contagiati in Italia. Merito della compagna portata avanti fino ad oggi, anche se l’effetto benefico del vaccino (di qualunque Casa produttrice) non è eterno.

Anzi, dura dai 6 agli 8 mesi e nei soggetti più fragili anche meno. Per questo, in attesa di una quarta ondata di contagi che per ora è molto contenuta, il governo ha dato il via libera alla terza inoculazione. Soggetti vulnerabili e poi la popolazione più anziana partendo dagli over 80 hanno cominciato con il vaccino Pfizer e andranno avanti così, con un calendario che segue quelli delle prime due vaccinazioni.

Vaccinazioni Figliuolo
(Getty Images)

L’85% di vaccinati in Italia dovrebbe rappresentare una soglia di sicurezza, ma come insegnano altri Paesi che sono alle prese con migliaia di nuovi contagi, meglio prevenire. Quindi prima fase con i soggetti a rischio, ma nella seconda, verosimilmente in tardo autunno o inizio inverno, il richiamo dovrebbe essere esteso a tutti. E lo ha confermato nelle ultime ore anche il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, parlando di “scenario verosimile”.

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Vaccino covid-19, terza dose una necessità: via libera da parte di Ema

Intanto novità importanti sono arrivate nelle ultime ore da l’Ema. L‘Agenzia europea per i medicinali ha autorizzato la somministrazione della terza dose anche per il vaccino Moderna destinato agli over 18, dopo che ad inizio ottobre era già arrivata quella per Pfizer.

“Una dose di richiamo del vaccino Spikevax di Moderna contro il Covid-19 può essere presa in considerazione nelle persone di età pari o superiore a 18 anni”, si legge nel comunicato. La dose sarà metà di quella utilizzata durante le prime somministrazioni, a 6 o massimo 8 mesi dopo la seconda.

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Vaccino Covid trombosi
Lo studio sui sieri che usano l’adenovirus (Getty Images)

L’Agenzia ha anche fatto il punto  sugli effetti collaterali dopo la terza dose. I dati in possesso attualmente confermano come che l’andamento sia simile a quello che si verifica dopo la seconda dose. “A livello nazionale, gli organismi di sanità pubblica possono emettere raccomandazioni ufficiali sull’uso delle dosi di richiamo, tenendo conto della situazione epidemiologica locale

Ma la terza dose per il Moderna e il Pfizer non è l’unica novità delle ultime ore. Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Cts, ha spiegato che ci sarà un secondo richiamo per tutti quelli che hanno fatto il vaccino monodose Johnson e Johnson, non solo gli over 60.

Gli italiani che hanno ricevuto il vaccino dell’azienda statunitense sono oltre un milione e mezzo. Ma in realtà non è più stato acquistato per il nostro Paese e quindi per il richiamo sarà utilizzato uno tra Pfizer o Moderna.