Un posto al sole non si tocca: il ‘caso’ arriva in Parlamento

Un posto al sole non si tocca: il ‘caso’ arriva in Parlamento. Il presunto spostamento di orario  per la soap di Rai 3 non piace

Da poco ha festeggiato i suoi primi 25 anni di vita, confermando di essere imn assoluta la soap italiana più longeva. E anche gli ascolti continuano a premiare le scelte di attori e sceneggiatori, perché ‘Un posto al sole‘ non ha mai perso le sue caratteristiche e il suo smalto anche se nel corso degli anni alcuni protagonisti sono cambiati.

(Instagram)

Ci sarebbero quindi mille motivi per festeggiare, ma in realtà per il cast, la produzione e anche tutti i fan della soap ambientata a Napoli, tra Palazzo Palladini e il resto della città, è una celebrazione amara. Da giorni infatti si moltiplicano le voci di uno spostamento clamoroso in una fascia oraria decisamente diversa.

Storicamente UPAS, come è conosciuto dai suoi fan, è sempre cominciato attorno alle 20.35 per lanciare i programmi di prima serata su Rai 3. La direzione della rete invece potrebbe anticiparlo alle 18.30 per fare posto in quella fascia ad un talk show condotto da Lucia Annunziata. Nessuna comunicazione ufficiale, ma nemmeno smentite e quindi la paura è reale.

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Un posto al sole non si tocca: arriva l’interrogazione parlamentare al premier Draghi

E così il ‘caso’ Un posto al sole sta per finire in Parlamento. Merito di Luigi Iovino,  parlamentare napoletano del Movimento Cinque Stelle che ha depositato un’interrogazione al presidente del Consiglio, Mario Draghi.

Un Posto al Sole
Il cast di ‘Un Posto al Sole’ (Foto: Facebook)

Ha definito il programma “un appuntamento di riferimento per tantissime famiglie italiane e una delle produzioni di maggiore successo realizzata dalla storica sede Rai di Napoli, oltre che la più longeva della nostra tv di Stato”. Spostarlo provocherebbe una crisi di ascolti e non è una scelta logica per la Rai che non è un’azienda privata.

“La Rai può non tener conto del gradimento di tantissimi spettatori fidelizzati alla fiction. Né si può rischiare di minare una produzione che da oltre un quarto di secolo rappresenta uno zoccolo duro nel palinsesto di Rai 3”. Ancora di pi, spiega Iovino, per “sostituirla con un talk il cui gradimento non è affatto scontato”.