Ddl Zan, al via la settimana decisiva, Letta (Pd): “Sì a modifiche, ma non sostanziali”

Italia Viva e centrodestra credono che dovrebbe saltare il riferimento all’identità di genere nel testo del Ddl Zan.

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Senato della Repubblica (Getty Images)

Mercoledì 27 ottobre il testo del Ddl Zan torna in aula a Palazzo Madama e si dovrà capire se ha i voti necessari per passare. A Che Tempo che fa su Rai3 Enrico Letta, segretario del Pd, ha annunciato: “Chiederò ad Alessandro Zan di fare un’esplorazione con le altre forze politiche per capire le condizioni che possano portare a un’approvazione del testo rapida”. Il segretario Dem ha parlato possibilità di modifiche “purché non siano cose fondamentali, sostanziali, ma mi fido di Zan”.

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Il tavolo di discussione sulle modifiche con il centrodestra e Italia Viva, che si oppongono al Ddl, non si prospetta facile. Zan ha ringraziato su Twitter “per la fiducia e per l’impegno”. Nelle prossime ore una delegazione dei Dem, guidata proprio da lui, incontrerà le altre forze politiche in Senato.

Alessandra Maiorino (M5S): “Sull’identità di genere non si contratta”

Alessandra Maiorino, senatrice del M5S, anche lei tra i primi firmatari del testo, ha scritto su Facebook: “Il diritto all’identità di genere è stato inserito nella nuova Carta dei principi e dei valori del Movimento 5 Stelle guidato da Giuseppe Conte. Per questo vigileremo affinché l’apertura di Letta non conduca a menomazioni inaccettabili della legge di contrasto all’omolesbotransfobia. L’identità di genere, così come l’orientamento sessuale, non possono essere oggetto di contrattazione, e sono certa che Alessandro Zan convenga con me su questo. Irrinunciabili sono anche i percorsi di educazione e rispetto nelle scuole, da noi fortemente voluti. Ogni forma di discriminazione deve essere combattuta innanzitutto sul piano culturale, affinché il contrasto all’odio e al pregiudizio sia efficace e fondato su solide basi. La repressone del fenomeno, ur necessaria, non è da sola sufficiente. Detto questo, siamo pronti a trovare un’intesa per dare all’Italia questa legge di civiltà”.
Italia Viva e centrodestra credono che dovrebbe saltare il riferimento all’identità di genere. Una tale modifica però, non permetterebbe di tutelare le persone trans.