Caos M5s, Conte annuncia i suoi vice e metà dei parlamentari abbandonano l’assemblea

Sale la tensione nel gruppo pentastellato dopo la débacle elettorale e la scelta dei 5 vicepresidenti che accompagneranno la nuova gestione di Giuseppe Conte.

M5S Conte Grillo
Ancora tensioni nel movimento pentastellato (via Getty Images)

Non è andata esattamente come sperava Giuseppe Conte l’assemblea dei parlamentari M5s che ieri sera si è riunita per tirare le somme del risultato elettorale ottenuto alle elezioni amministrative, e per assistere all’annuncio da parte dell’ex premier dei cinque nuovi vicepresidenti che dovrebbero contribuire a rendere più solida la nuova struttura organizzativa del gruppo.

Non cerca scuse il capo politico del Movimento che ammette: “Questa tornata elettorale è stata segnata dal mancato rinnovo, da parte dei cittadini, della fiducia che in passato ci aveva consentito di amministrare città importanti come Roma e Torino. Possiamo dire che non è colpa nostra, cercare colpe altrui, ma non possiamo assolverci”. Parole che rivelano l’ammissione di una sconfitta in parte preventivata, ma certamente non di questa portata.

C’è un certo nervosismo tra i parlamentari, come evidenziano le dichiarazioni di Spadafora che ha sottolineato come “in queste elezioni l’effetto della nuova leadership di Conte non si sia minimamente percepito”, così come le parole del senatore Di Nicola che ha riconosciuto come “non si sia riusciti a tradurre in voti le ottime cose fatte durante il governo del Paese”.

Le scelte di Conte e la reazione dell’assemblea M5s

Governo renzi conte
Giuseppe Conte (Getty Images)

La tensione raggiunge poi l‘apice quando vengono presentati i nomi dei cinque vicepresidenti: Paola Taverna, Alessandra Todde, Mario Turco, Riccardo Ricciardi e Michele Gubitosa. Una scelta che rispecchia una serie di esigenze correntizie, ma che allo stesso tempo ne esclude delle altre.

Paola Taverna infatti ha svolto un ruolo importante nel tenere a galla il più possibile il governo Conte 2, mentre Todde è attualmente in quota governativa come viceministro dello sviluppo economico. Se Turco può essere ascrivibile al gruppo dei ‘contiani’, Ricciardi invece è considerato un esponente dell’ala più ortodossa del Movimento, mentre Gubitosa fa parte del gruppo dei fedelissimi del ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Una trazione sudista dunque, che lascia fuori gli esponenti del Nord e big come Appendino, Azzolina e Crimi. A questo punto, circa la metà dei partecipanti decidono di lasciare l’assemblea, manifestando apertamente il loro malcontento e alimentando un nervosismo che continua  minare il percorso indicato dall’ex premier.

Un inizio non semplice per il “nuovo Movimento“ di Giuseppe Conte, che dovrà tenere insieme i pezzi ed evitare ulteriori scissioni, il tutto con una serie di scadenze importanti all’orizzonte, a cominciare dall’elezione del prossimo Presidente della Repubblica.