Consulenti della Procura di Genova: “Camilla era sana, morta per la reazione al vaccino”

Secondo i periti Camilla non avrebbe assunto farmaci che in qualche modo avrebbero potuto interferire con il vaccino di Oxford.

Camilla Canepa - Foto web
Camilla Canepa – Foto web

Secondo i consulenti tecnici della Procura di Genova, Camilla Canepa, la diciottenne morta a Sestri Levante il 10 giugno dopo il vaccino AstraZeneca, non avrebbe avuto alcuna patologia pregressa. E non avrebbe assunto farmaci che in qualche modo avrebbero potuto interferire con quest’ultimo. La trombosi cerebrale quindi, sarebbe stata la causa della sua morte, con livello di piastrine basse nel sangue. Il decesso, secondo i periti “ragionevolmente è da riferirsi a effetti avversi della vaccinazione”.

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La relazione che indaga sulla morte di Camilla confermerebbe quello che hanno sempre affermato i familiari della vittima. Cioè che prima di accedere all’open day promosso dalla Regione, la diciottenne era sana.

A dare la notizia è La Repubblica, che scrive anche che la “familiarità” alle carenze di piastrine di cui si parla nella documentazione sequestrata dagli ospedali di Lavagna e Genova, non si riferirebbe allo stato di salute di Camilla prima del vaccino, ma al fatto che un parente della giovane soffra di piastrinopenia.

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Secondo i periti, la compilazione del questionario nell’hub vaccinale e tutti i procedimenti eseguiti dai medici che hanno vaccinato la diciottenne, sarebbero corretti. Non ci sarebbero poi, “azioni penalmente rilevanti” sull’operato dei sanitari del pronto soccorso di Lavagna che aveva prima dimesso la ragazza e poi, al secondo ricovero l’hanno trasferita al San Martino di Genova. I familiari di Camilla, assistiti dall’avvocato Angelo Paone, chiederanno ulteriori approfondimenti.