Inchiesta mascherine, Domenico Arcuri indagato per peculato e abuso d’ufficio

L'ufficio stampa di Arcuri fa sapere all'Ansa: "È stato possibile un confronto e un chiarimento che si auspicava da molto tempo con l’Autorità giudiziaria".

Domenico Arcuri, ex commissario per l’emergenza Covid, risulta indagato dalla Procura di Roma per peculato e abuso di ufficio. È stato ascoltato sabato 16 ottobre dai pubblici ministeri Varone e Tucci, in relazione all’inchiesta sulle mascherine.

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Come riporta l’Ansa, l’ufficio stampa dell’ex commissario, ha fatto sapere che “è stato possibile un confronto e un chiarimento che si auspicava da molto tempo con l’Autorità giudiziaria, rispetto alla quale sin dall’origine dell’indagine Arcuri ha sempre avuto un atteggiamento collaborativo, al fine di far definitivamente luce su quanto accaduto”.

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Domenico Arcuri, ex commissario straordinario (websource)

L’indagine coinvolgerebbe anche gli imprenditori Mario Benotti, Andrea Vincenzo Tommasi ed Edisson Jorge San Andres Solis. Su disposizione della Procura di Roma, la Guardia di Finanza ha sequestrato oltre 800 milioni di mascherine cinesi “non regolari”. I sequestri sono avvenuti presso la struttura commissariale nazionale e in quelle regionali. L’ex capo della struttura commissariale, nell’ambito della stessa inchiesta venne indagato anche per il reato di corruzione, ma per questo i pm romani, coordinati dal procuratore aggiunto Paolo Ielo, sollecitarono l’archiviazione.

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Secondo la Procura, come riporta il Corriere della Sera, sarebbe stato formato un “comitato di affari”, un “sodalizio”, composto da “freelance improvvisati desiderosi di speculare sull’epidemia” e “capace di interloquire e condizionare le scelte della Pubblica Amministrazione”. Chi avrebbe fatto parte di questo intreccio, avrebbe ottenuto provvigioni “indebite” per oltre 77 milioni di euro, grazie a “un certo ascendente” – così lo definisce la Procura di Roma – della struttura commissariale di Domenico Arcuri.