Panza (Lega) a iNews24: “Normale che ci siano sensibilità diverse, ma la linea la decide Salvini”

L’eurodeputato e responsabile nazionale del tesseramento della Lega, Alessandro Panza, dice la sua sull’addio dell’onorevole Francesca Donato, che a Bruxelles ha abbandonato il partito di Salvini a causa delle differenti vedute su Green pass e vaccini: “Si tratta di esasperazioni personali che lasciano il tempo che trovano”. L’esponente leghista risponde anche alle accuse mosse da Pd e M5s sulle divisioni interne al Carroccio: “Da parte loro affermazioni divertenti quanto surreali”

Alessandro Panza (foto da Facebook)

 L’addio dell’onorevole Donato ha mostrato che, forse, nonostante le varie smentite, un po’ di nervosismo nella Lega c’è sulla questione dei vaccini e del Green pass?

“Direi di no, penso invece che più che altro questa sia  l’esasperazione di posizioni personali che in un partito come la Lega, che raccoglie un grande consenso, è anche normale che ci siano. Quello che conta però è che poi, alla fine, la linea del partito è una e i personalismi valgono fino ad un certo punto”

Donato ha anche parlato di una linea politica, quella di Giorgetti e dei governatori di regione che ormai sarebbe maggioritaria nel partito.

“Non mi pare proprio, anzi, non più di una settimana fa è uscito un documento in cinque punti condiviso da tutto il partito, scritto dal segretario insieme ai governatori. Capisco che giornalisticamente faccia comodo la narrazione di una Lega in perenne guerra al suo interno, è una storia vecchia che va avanti da anni, ma quello che conta è che alla fine la Lega c’è e rimane dove sta, a differenza di altri”

La linea di Salvini e la posizione della Lega sul Green pass

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Matteo Salvini (Getty Images)

Salvini quindi resta il capo indiscusso del partito?                                                                

“Assolutamente sì e non vedo motivi per pensare qualcosa di diverso”

E le voci relative ad un congresso?

“Il congresso ci sarà perché una stagione congressuale è prevista dagli statuti, ma non certo perché c’è un risultato elettorale alle porte per cui provare a mettere in discussione qualcosa. Ricordiamoci che Matteo Salvini è il segretario federale di un partito raccolto al 3,5 %, che è arrivato al 34% alle elezioni europee, sfido altri a fare di meglio”

Il governatore del FVG, Massimiliano Fedriga, a proposito dell’addio di Donato ha detto che “nella Lega non c’è spazio per i No vax”, lei condivide queste affermazioni?

“Le condivido, anche perché al netto delle posizioni personali di ognuno di noi, dobbiamo cercare di uscire dall’emergenza pandemica il prima possibile, quindi qualsiasi strumento spiegato con i dovuti chiarimenti e approfondimenti non può che essere utile a raggiungere questo obiettivo. Aggiungo che cercherei anche di evitare polemiche sterili, in particolare in un momento cosi delicato per il Paese”

Sul Green pass però la distanza tra ciò che aveva detto il segretario e quanto poi annunciato da Giorgetti è stata abbastanza palese, non crede?

“Si è trattato dell’esigenza di dover dare una risposta sia ai cittadini che alle aziende, ma è stato anche ribadito più volte che il segretario e il ministro si sentono e si confrontano quotidianamente, quindi è una discussione che sta a loro e che portano avanti insieme”

Le polemiche sul Green pass e le accuse di Pd e M5s

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Stefano Patuanelli (websource)

Tra i promotori del referendum contro il Green Pass c’è anche Bagnai, questo non crea qualche problema?

“Tecnicamente, se si dovesse andare al referendum, c’è un’alta probabilità che questo avverrebbe addirittura già dopo la scadenza del Green pass. Detto ciò, in un partito con percentuali così ampie come la Lega è giusto e naturale che ci siano anche delle sensibilità differenti su temi come questi, poi la linea comunque la decide il segretario federale, quindi è un problema che non si pone”

In questi giorni sia il Pd che il M5s vi hanno attaccato, accusandovi di non avere una linea univoca; Patuanelli proprio oggi ha anche detto che nella Lega “vede più delle faglie di Sant’Andrea che degli scricchiolii”.

“I cinquestelle e il Pd che parlano delle divisioni interne della Lega è qualcosa di abbastanza divertente e allo stesso tempo surreale. Nel M5s non si sa nemmeno più chi comanda, se Conte, Grillo, Di Maio o se tornerà Di Battista, praticamente ormai chiunque si sveglia la mattina detta una nuova linea. Sul Pd non c’è nemmeno da starne a discutere, è l’apoteosi di un numero indefinito di correnti dove l’importante è scannarsi tra loro. Si tratta di  considerazioni divertenti da leggere, nulla di più. Vogliono farci passare per un partito debole che litiga al suo interno, ma la realtà è totalmente diversa”