Variante Mu, quali sono le caratteristiche: lo spiega Pregliasco a iNews24

Il virologo è favorevole all'obbligo vaccinale: "Se sarà necessario sì. I vaccini sono un'opportunità da sfruttare al meglio".

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La variante Mu è da monitorare. Pare che abbia tutti i punti critici di quelle già conosciute. Vedremo però, se sarà in grado di diffondersi o resterà circoscritta”. Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’ospedale Galeazzi e consulente della rsa del Pio albergo Trivulzio di Milano, ai microfoni di iNews24, spiega i rischi della nuova variante trovata in Colombia, oggetto di monitoraggio da parte dell’Oms.

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Professore, cosa si sa, ad oggi, della variante Mu, che l’Oms sta monitorando e che è stata trovata in Colombia?
È da valutare. Le varianti sono intrinseche all’evoluzione del virus. È chiaro che dobbiamo continuare il monitoraggio alla luce anche della necessità della terza dose. Potrebbe darsi che il virus abbia una deriva “buonista” e che diventi cioè, meno fastidioso. Non è detto che una variante sia sempre cattiva, perché il virus si evolve in modo casuale, senza una logica. Abbiamo censito più di 900 varianti, molte delle quali irrisorie. La Mu pare che abbia i punti critici, determinanti per la replicazione, per sfuggire ai vaccini ed essere più contagioso. Prende le variazioni che già conosciamo delle altre varianti e questo è negativo. Vedremo però, se prenderà o meno piede o resterà circoscritta”;

Fabrizio Pregliasco - Foto Twitter
Fabrizio Pregliasco – Foto Twitter

Professore, come ha annunciato ieri il premier Mario Draghi in conferenza stampa, l’Italia va verso l’obbligo vaccinale. Lei è d’accordo?
Se sarà necessario sì. Ritengo che sia fondamentale utilizzare al meglio l’opportunità della vaccinazione, perché ha già dimostrato efficacia e sicurezza. A fronte di quest’arma, l’uso più ampio possibile con un obbligo o anche con un green pass allargato, è la strada giusta. Il vaccino riduce i costi sanitari della terapia intensiva che ammontano a 1500 a 4500 euro al giorno. In più riapre la possibilità di un ritorno alla vita. Non esiste un diritto di infettare gli altri e questo è l’elemento principale che sta dietro alla vaccinazione”;

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Il Comitato per la sicurezza dell’Ema (Prac) sta valutando se esista un rischio di sindrome infiammatoria multisistemica (Mis) del vaccino Pfizer, dopo il caso di un ragazzo 17enne danese. Di cosa si tratta?
Si tratta del 2% dei casi tra i giovani e inquieta. Anche la sindrome di Kawasaki toglie l’aurea di benevolenza e banalizzazione di malattia nei giovani, anche in termini di miocarditi. In genere la sindrome di Kawasaki non è mortale, ma è pesante. E i miocarditi da malattia sono peggio di quelle dei vaccini”;

La validità del green pass verrà estesa a dodici mesi. Ma c’è il rischio di restare scoperti dall’immunizzazione per un periodo, fino alla scadenza del certificato?
Secondo me è ragionevole estendere il periodo. Avremo i dati dei primi vaccinati via via, ma per adesso i risultati a sei mesi danno in media una perdita della protezione del 10%. La protezione va a scemare, ma non perde efficacia di punto in bianco. Tutto comunque, dipende dallo scenario epidemiologico. Se la situazione resta così, può essere tollerata una perdita di copertura“.

Green Pass
Tutte le novità sulla certificazione valida per Italia ed Europa (via Screenshot Twitter)

Inoltre i test salivari verranno equiparati ai tamponi. Ma hanno la stessa attendibilità?
Possono essere utili in screening, com’è stato deciso con le scuole-campione, ma non hanno ancora, ad oggi, una validità e sicurezza complessiva”;

Giorgio Palù, presidente dell’Aifa ha detto che è inutile parlare dei vaccini ai bambini dagli 0 a 6 anni e 6 a 12 anni, perché bisogna attendere i risultati degli studi in corso. Se venisse dato il via libera, lei sarebbe d’accordo a vaccinare queste fasce d’età?
In questa fase la massima copertura vaccinale ci darebbe un vantaggio. Nel tempo però, quando la situazione sarà migliorata, i bambini non saranno la priorità, se non quelli più fragili”;

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Alla luce della situazione che si presenta, secondo lei cosa spinge ancora un no-vax a non vaccinarsi?
Ci hanno usato come capro espiatorio a fronte dell’angoscia psicologica legata all’incertezza del futuro. Sono variegati. C’è chi per esorcizzare, è contro una situazione che invece è oggettiva. Utilizza noi virologi e i giornalisti perché siamo quelli che danno informazioni rispetto a gente che non ha contezza della gravità della malattia e conseguentemente hanno paura dei vaccini perché pensano che siano peggio della malattia. Poi ci sono gli agitatori strumentali, la parte violenta. In ogni caso è irrazionale e questa loro libertà non è costituzionale, perché come ho detto, non esiste il diritto di infettare gli altri”;

Lei riceve ancora telefonate?
Come si sa, anche il mio numero è stato messo in una chat Telegram con circa 40mila iscritti. Sto ricevendo un po’ meno telefonate, non so se sia stata oscurata. Non penso che qualcuno arriverà mai a pestarmi, ma non escludo che possa capitarmi di avere a che fare con qualche psicolabile”.

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