Vaccino obbligatorio e green pass, cosa dovranno fare gli studenti per tornare a scuola a settembre? La posizione dell’ANP Lazio a iNews24

Tra poche settimane inizierà la scuola, ma non abbiamo ancora contezza delle misure vere che saranno prese. Speriamo che il 30 ci dicano qualcosa di definitivo e soprattutto che da quel giorno fino all'inizio dell'anno scolastico, gli enti locali si diano da fare", dice il presidente dell'ANP Lazio.

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Confidiamo che ci vengano date in tempo notizie. Non solo perché servono alle scuole per organizzarsi, ma anche per le famiglie, soprattutto a quelle con più figli, che hanno il diritto di sapere quale sarà la loro routine familiare”. Mario Rusconi, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi del Lazio e preside del Liceo Scientifico Biomedico Roma Aventino, a iNews24 spiega i punti cardine della riunione a cui l’ANP ha partecipato ieri, martedì 27 luglio, durante la quale il ministro all’Istruzione Patrizio Bianchi ha ascoltato le perplessità del mondo scolastico in vista del ritorno in classe. La riunione, come spiega Rusconi, è stata rinviata al 30 luglio.

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Preside, com’è andata la videoconferenza?
Il ministro Bianchi ha detto che farà in modo che da settembre si possa tornare tutti in presenza, però non ha detto come. Ha rinviato la riunione decisiva al 30 luglio, dopo la conferenza Stato-Regioni e una consultazione con il Comitato tecnico-scientifico. Tra qualche giorno quindi, sapremo cosa succederà a settembre agli studenti dai 13 anni in poi e al personale scolastico. Sapremo di più anche sul distanziamento, che non sappiamo se sarà mantenuto o meno, sull’uso delle mascherine e sugli ingressi, che non sappiamo se saranno scaglionati. Insomma, siamo rimasti sul vago e tutto è rimandato”;

Mario Rusconi - Foto di Facebook
Mario Rusconi – Foto di Facebook

Quindi la riunione si è conclusa con un nulla di fatto…
Si è trattato di una riunione interlocutoria, durante la quale ci hanno informato di quelle che saranno le decisioni del Governo dal punto di vista della tempistica. Noi abbiamo espresso il nostro disappunto, perché non abbiamo ancora notizie certe di quello che avverrà a scuola ai primi di settembre. Confidiamo di essere informati in tempo, non solo perché le scuole devono organizzarsi, ma anche perché le famiglie, soprattutto quelle con più figli, devono sapere quale sarà la loro routine familiare”;

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L’ANP ha già inviato un documento al Ministero, con richieste di chiarimento e proposte, su argomenti come il distanziamento, l’utilizzo dei DPI, scaglionamento degli ingressi e delle uscite, ma anche sulla gestione delle quarantene e del tracciamento dei casi di contagio.
Sì, anche perché abbiamo avuto aporie nell’anno e mezzo scorso, proprio con le Asl dei vari territori. Ho avuto un confronto in radio con il sottosegretario all’Istruzione Rossano Sasso, che si è detto non favorevole al green pass a scuola. Ha aggiunto anche che le cose importanti sono gli aeratori nelle classi e soprattutto costruire nuovi edifici scolastici. Ho obiettato che se arriveranno i fondi del Prnn, saranno necessari almeno cinque anni per vedere gli edifici costruiti. Gli aeratori poi, costano dai 500 ai 2mila euro per ogni classe. Considerando che in Italia ci sono scuole con 50 aule, è una cifra pazzesca. Oltretutto non reggerebbe nemmeno il contatore dell’elettricità. Quindi chiediamo opzioni praticabili”;

Scuola, Bianchi: moltiplicati investimenti sulla scuola
Patrizio Bianchi, ministro dell’Istruzione (YouTube screenshot)

L’ANP si è detta favorevole all’obbligo vaccinale per gli operatori scolastici e per gli studenti…
Lo siamo per i professori, mentre per gli studenti ci atteniamo alla decisione del Comitato tecnico-scientifico. Siamo favorevoli all’obbligo vaccinale per la fascia di età che va dai 16 anni in poi. Oltretutto i ragazzi stessi si stanno vaccinando per conto loro. Per quanto riguarda invece gli studenti dai 13 ai 16 anni, la situazione è più delicata. Per quanto riguarda loro ci atterremo ovviamente, a ciò che deciderà la comunità scientifica internazionale”;

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Uno dei temi è la questione del tracciamento dei casi a scuola. Come potrebbe avvenire secondo l’ANP?
Il tracciamento dei casi deve essere competenza dell’Asl. Non può essere responsabilità della scuola. Già quando gli studenti si sottopongono al termo-scanner, si crea una lunga fila, figuriamoci col tracciamento. Il problema vero è il distanziamento”;

In che senso?
Se il Cts consigliasse di mantenere la distanza di un metro, torneremo alla dad, perché non ci sarebbe un numero di aule sufficienti. Solo a Roma, l’Ufficio Scolastico Regionale ha chiesto agli istituti di quante aule avessero bisogno. La risposta è stata 15mila. E in tutto il Lazio non ci sono”;

L’ANP ha annunciato che non firmerà il nuovo protocollo senza che vengano prese decisioni tecniche e politiche. Quali?
Non firmeremo il protocollo perché per alcune cose che ci sono state dette finora è abbastanza vago. Non vorremmo che ci fosse il solito scaricabarile. Ad esempio, il generale Figliuolo chiede il green pass per gli insegnanti, ma chi li controllerà? Spero che se ne occupi l’assessorato alla sanità regionale, non le scuole. Ognuno deve fare il proprio lavoro”;

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Un altro problema che avete portato alla luce è quello dei trasporti…
È stato detto che i trasporti funzioneranno di nuovo all’80%, per cui saranno pieni. Però poi, allo stesso tempo corre voce che possa essere mantenuto l’orario differenziato 8 – 10 per le scuole medie e superiori. I ragazzi tornerebbero a casa anche alle 16 e non avrebbero tempo di studiare o di pranzare, visto che a scuola non ci sono le mense”;

C’è la possibilità, secondo lei, che si arrivi a settembre senza avere ancora notizie certe?
Tra poche settimane inizierà la scuola, ma non abbiamo ancora contezza delle misure vere che saranno prese. Speriamo che il 30 ci dicano qualcosa di definitivo e soprattutto che da quel giorno fino all’inizio dell’anno scolastico, gli enti locali si diano da fare. Durante questo periodo di pandemia è successo molto spesso che non tutti i Comuni e le città metropolitane non abbiano risposto con pari diligenza alle richieste dei presidi di sistemare le aule. Non vorrei che con il personale in ferie non potranno essere eseguiti i lavori. Tantissimi presidi non hanno preso le ferie l’anno scorso e forse non le prenderanno nemmeno quest’anno. Se c’è da rimboccarsi le maniche, dobbiamo farlo tutti, non solo operatori scolastici e sanitari”.

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