Contagi in aumento, i parametri che potrebbero farci tornare in zona gialla: la spiegazione del prof Ciccozzi a iNews24

Sui dati di oggi, lunedì 19 luglio: "Stanno aumentando i contagi nella fascia di età di circa ventotto anni".

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Non siamo ancora arrivati alla pressione ospedaliera e fino a che non ci sarà, secondo me possiamo stare tranquilli”. Massimo Ciccozzi, direttore dell’Unità di statistica Medica ed Epidemiologica del Campus Biomedico di Roma, ai microfoni di iNews24, commenta l’ipotesi di tornare alle zone gialle.

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Professore, anche se è ancora tutto da delineare, è sul tavolo l’ipotesi di individuare nuovi parametri per entrare in zona gialla. In particolare, quando le terapie intensive supereranno il 5% di occupazione e i reparti ordinari supereranno il 10%.
Dobbiamo porre dei rimedi, però aspettiamo. Sembra che per ora i decessi sono pochi e anche gli ingressi nelle terapie intensive siano bassi. Questo, a maggior ragione, fa pensare che la maggior parte degli infetti siano giovani. Non siamo ancora arrivati alla pressione ospedaliera e fino a che non ci sarà, secondo me possiamo stare tranquilli”;

I dati di oggi, lunedì 19 luglio, registrano un tasso di positività al 2,3%, contro l’1,9% di ieri. Anche le terapie intensive sono in aumento e sono 162 i pazienti in rianimazione in Italia. Come legge questa situazione?
Stanno aumentando i contagi nella fascia di età di circa ventotto anni. Le persone più giovani sono quelle maggiormente non vaccinate e che, come abbiamo visto, hanno festeggiato in occasione della finale e della semifinale degli Europei di calcio. Sono quelli che non hanno molta pazienza nel rispettare le normali procedure che permettono di non infettarsi, quindi distanziamento e mascherina”;

Massimo Ciccozzi - Foto di Università Campus Bio-medico di Roma
Massimo Ciccozzi – Foto di Università Campus Bio-medico di Roma

Come considera l’utilizzo del green pass “modello francese” come incentivo alla vaccinazione?
Più che utilizzare il green pass come incentivo alla vaccinazione, dovremmo dare informazioni corrette alle persone. Dobbiamo dir loro perché devono vaccinarsi e cosa fa una vaccinazione: dobbiamo informare. C’è chi ancora non riesce a capire che il vaccino è l’arma che recide il ponte tra infezione e malattia. Chi è vaccinato si può anche infettare, ma sicuramente, nel 98% dei casi, non ha i sintomi della malattia. Quindi non andrà più in ospedale, in terapia intensiva e non morirà. Se riusciamo a far capire questo, la decisione di come utilizzare il green pass, o eventuali chiusure e restrizioni, spetta alla politica”;

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È favorevole all’obbligo vaccinale?
Credo che il popolo italiano, quando viene data un’informazione precisa e corretta, sia abbastanza intelligente da capire cosa fare. L’obbligo vaccinale, come l’utilizzo del green pass, è una scelta politica”;

Una persona che abbia completato la vaccinazione entrata in contatto con un positivo, deve comunque restare in quarantena?
C’è il rischio di infezione. Uno studio israeliano ha dimostrato che con due dosi di Pfizer, nel 36% dei casi ci si può infettare. Si tratta anche in questo caso di una decisione politica, perché alcuni Stati prediligono la quarantena al tampone. Scientificamente, dico che con la doppia dose, basta un tampone molecolare a quattro giorni dal contatto e, se negativo, eviterei la quarantena”;

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Un vaccinato positivo al Sars-Cov-2 è contagioso quanto un non vaccinato?
Non si sa quanto è contagioso un vaccinato positivo al virus. Ma può contagiare anche se ha fatto due dosi di vaccino. Non dipende tanto dal siero che gli è stato somministrato, quanto dal sistema immunitario dell’individuo. Stiamo parlando però, del 6-7% dei casi”;

Come affrontare il ritorno a scuola a settembre, considerando che una percentuale di lavoratori scolastici e studenti non è vaccinata?
Dobbiamo fare in modo che chi non è vaccinato non rischi l’infezione. Il problema saranno quindi i trasporti e gli assembramenti a scuola. Dobbiamo evitare che le persone si aggreghino, sia dentro che fuori dagli edifici scolastici”.

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