Variante Delta, cosa si rischia senza mascherine all’aperto? Il parere di Pregliasco a iNews24

Secondo il virologo, "la situazione epidemiologica è più che buona, quindi era difficile mantenere questo obbligo, anche per il fattore caldo. Rimane però, l'esigenza di una certa attenzione".

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Anche se non c’è più l’obbligo delle mascherine all’aperto quando non ci sono assembramenti, non bisogna dimenticare di “portarle sempre con sé per indossarle quando servono, come fossero occhiali da sole”. Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’Irccs Istituto Ortopedico Galeazzi, virologo e docente dell’Università degli studi di Milano, interviene ai microfoni di iNews24 sulle possibili conseguenze negative del via all’obbligo: “Si sta rischiando un abbassamento di attenzione”, dice.

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Oggi è il primo giorno in cui in Italia non è più in vigore l’utilizzo delle mascherine. Contemporaneamente però, si assiste a una diffusione della variante Delta.
La situazione epidemiologica è più che buona, quindi era difficile mantenere questo obbligo, anche per il fattore caldo. Rimane però, l’esigenza di una certa attenzione, perché la variante Delta è inquieta e c’è il rischio che ci sia un colpo di coda del virus. C’è di buono che andando avanti così con le vaccinazioni, non ci sarà la proporzionalità tra l’incremento dei casi e l’incremento dei casi gravi. Però negli altri Stati abbiamo molti esempi sbagliati che evidenziano come comportamenti libertini possano portare a delle complicanze. Quindi andrei con cautela, raccomandando di portare sempre la mascherina con noi e usarla quando è necessaria in situazioni di affollamento, quando serve. Un po’ come si fa con gli occhiali da sole”;

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Cosa si sta rischiando?
Si sta rischiando un abbassamento di attenzione che già per molti era basso prima. Il rischio all’aperto, come si sa, è meno evidente, però bisogna stare attenti”;

Fabrizio Pregliasco - Foto Twitter
Fabrizio Pregliasco – Foto Twitter

Ma la variante Delta esisteva già alcune settimane fa in Italia e non si cercava, oppure è appena arrivata?
C’era già una ricerca, ma si trattava di una stima a campione sui positivi. Adesso bisogna affinarla per avere una maggiore precisione e attenzione, proprio per avere un tracciamento sistematico e riuscire così a contenerne la diffusione”;

In cosa differiscono la variante Delta e la Delta plus?
La Delta plus è sotto osservazione perché comprende anche una variazione tipica della Beta (vecchia sudafricana ndr.). È quindi un mix e sono arrivate in modo del tutto casuale. Però sono elementi evidentemente importanti per studiare le modifiche del Sars-CoV-2. I sintomi sono uguali. Ultimamente comunque si nota di meno la riduzione dell’olfatto e del gusto, ma la malattia è la stessa. Il virus è però più contagioso”;

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I vaccini sono efficaci anche su questa variante?
Con una dose al 30% e con due invece, all’80-85%. Il virus può determinare infezione però per fortuna non grave. Rimane asintomatica, però può essere contagioso per altri”;

Consiglia quindi di andare all’estero solo dopo la seconda dose?
Sarebbe meglio”;

Riaprire tutto ed eliminare l’obbligo delle mascherine all’aperto quando non ci sono assembramenti, potrebbe comportare un aumento dei casi e tornare al rischio delle chiusure in autunno?
I casi potrebbero accumularsi più facilmente, quindi il rischio c’è ed è una possibilità da tenere in conto. È difficile dire adesso cosa succederà con sicurezza, ma dobbiamo prepararci comunque allo scenario peggiore. In ogni caso riaprire è una scelta politica, perché le mascherine con trenta gradi sono fastidiose, l’andamento epidemiologico lo permette. In questo caso bisogna tenere in considerazione anche l’economia e l’andamento psicologico”.

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